TERMOLI – Con l’uscita dell’ultima (Bibenda-Ais, con i suoi cinque grappoli) delle sei Guide ai migliori vini italiani più note pubblicate in Italia c’è chi ha tirato le somme e messo in luce i 1669 vini che sono da considerare l’eccellenza e, come tale, rappresentativi dei territori di qualità, sapendo che la qualità è nell’origine. Le altre cinque guide considerate (manca quella di Luca Maroni) – è bene ricordarlo – sono  “I vini di Veronelli con Super cinque stelle”, “Vini buoni d’Italia con la Corona del Touring”, “Gambero Rosso con i tre bicchieri”, “Slow wine con i Grandi vini” e “Vini d’Italia con le cinque bottiglie dell’Espresso”). 

Un lavoro che ha premiato due vini, il Brunello di Montalcino Riserva “tenuta del Greppo” 2007 di Biondi Santi e il Primitivo di Manduria “ES” 2011 di Gianfranco Fino, che rappresenta la grande avanzata dei vini del Sud, fino a non molto tempo fa utilizzati dalla grande industria del centro e del nord sono per il taglio.
Cinque i vini molisani sul podio dell’eccellenza:
–  Il Don Luigi – Riserva 2010 – doc “Molise rosso” eccellente per tre guide (“Gambero rosso”, “I vini di Veronelli e “I vini buoni d’Italia del Touring) della Masseria Di Majo Norante di Campomarino che con altri due vini “Aglianico del Molise” Biorganic 2011 e Aglianico del Molise” doc-Riserva Contado 2011 ottiene l’eccellenza del Gambero rosso, il primo, e della guida di Veronelli viene riconosciuto;
–  la Tintilia del Molise doc – “Rutilia” 2010 – delle Cantine Salvatore di Ururi che è stato considerato eccellente e, quindi, degno della “Corona”, da parte della guida “I vini buoni d’Italia” del Touring
la Tintilia del Molise doc 2011 di Angelo D’Uva vignaiuolo in Larino, eccellente e degno di “corona” per la guida del Touring.
Cinque vini molisani premiati che attestano la bontà delle vigne del Molise e danno immagine al Molise, con l’Azienda Di Majo Norante ancora una volta grande protagonista insieme con altre due aziende in mano a giovani appassionati e capaci che hanno avuto il merito di onorare il vino testimone del territorio molisano, la Tintilia.

Infatti, due dei cinque vini eccellenti, tutti rossi, sono “Tintilia”, a significare il ruolo trainante di questo vino ottenuto dall’unico vitigno autoctono del Molise che, ogni giorno, nonostante il contributo che esso dà all’immagine dell’enologia molisana e al Molise, viene maltrattato. Purtroppo, e questo dispiace davvero, da una parte dei produttori che, per inesperienza o scarso senso di umiltà, non ancora sanno cosa hanno in mano e, ultimo, anche dall’attuale assessore regionale all’agricoltura, Vittorino Facciolla, evidentemente mal consigliato da chi non conosce la Tintilia e la sua storia, il Molise e il suo territorio.

Un aspetto certamente poco piacevole visto che tocca chi ha il compito di rappresentare e programmare l’agricoltura, il più importante settore dell’economia regionale, e, con essa, la vitivinicoltura che ha mostrato di trascinare l’immagine della nostra regione, il Molise, che d’immagine ne ha davvero poco.

La Tintilia
è un bene prezioso e, proprio perché tale, delicato, cioè da trattare con grande attenzione perché non si frantumi in mille pezzi come un cristallo. Non ha bisogno di proclami né di valutazioni approssimative, ma di saperi e di programmi, in particolare della messa a punto di una strategia di marketing che serve, se salvaguardato e tutelato dalle invasioni barbariche in arrivo, a far volare il territorio, molisano con tutte le sue risorse e i suoi straordinari valori.