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L’occasione è stata utile anche per tornare a denunciare disappunto e amarezza nell’assistere ancora il trascorrere del tempo senza prendere né decisioni, né elaborare una fattibile ed efficace programmazione sanitaria, facendo solo peggiorare lo stato “comatoso” in cui versa il servizio sanitario regionale.
Ai consiglieri regionali è stato riproposto di individuare e definire, con atto amministrativo di indirizzo (ordine del giorno o mozione), le linee e gli interventi di programmazione che il Presidente-Commissario dovrà tener conto nella redazione di un nuovo Piano Socio-sanitario regionale, Piano operativi e/o altri documenti attuativi.
Per quanto riguarda l’area del basso Molise, che rappresenta il 32% della popolazione molisana, si è continuato a chiedere attenzione per le strutture sanitarie presenti, ridotte ormai ai minimi termini al punto che di recente nell’ospedale San Timoteo sono stati interrotti i ricoveri delle partorienti per mancanza di personale medico sanitario.
Particolare attenzione e urgenza richiede il potenziamento del San Timoteo di Termoli, struttura di “frontiera”, quindi strategica, consentendo così di ridurre il flusso dei molisani verso le strutture extraregionali, e tornare ad essere attrattivo per cittadini extraregionali delle regioni limitrofe, Abruzzo e Puglia, facendo crescere la mobilità attiva e diminuire quella passiva, con tutti i benefici economici che ne deriva.
Diversamente, è ormai noto a tutti, i 100.000 cittadini del basso Molise saranno attratti dal nuovo ospedale DEA di 1° livello di Vasto, ormai di prossima realizzazione, facendo crescere irrimediabilmente il disavanzo gestionale nel settore sanità, decretando in ultimo il “fallimento” del Molise e la perdita dell’autonomia regionale.
Nicola Felice
Comitato San Timoteo Termoli