CAMPOBASSO _ Anche quest’anno, il 2 novembre, in occasione della giornata dei defunti, è stato commemorato il Carabiniere Elio DI MELLA, caduto nell’adempimento del dovere, sepolto nel cimitero di Campobasso. Una cerimonia consistita in due Carabinieri in Grande Uniforme Speciale, una composizione floreale, una benedizione, due brevi letture ed una preghiera. Hanno partecipato il Vice Prefetto Vicario, Dr.ssa Paola GALEONE ed il Vicario del Questore, Dr. Giancarlo CONTICCHIO mentre, per l’Arma dei Carabinieri, erano presenti il Cappellano Militare della Legione “Molise”, Monsignor Nino ROMANO, il Comandante Provinciale, Colonnello Ferdinando LOMBARDI, accompagnato dal Sottotenente Francesca FERRUCCI e dal Luogotenente Giuseppe DELNEGRO.

Qui a Campobasso riposano, infatti, le spoglie del Carabiniere Elio DI MELLA che sacrificò la vita per adempiere al proprio dovere. Il Carabiniere Elio DI MELLA era nato a Morcone (BN) nel 1952; il 7 ottobre 1982 il militare stava effettuando unitamente ad altri tre militari dell’Arma un servizio di traduzione di un detenuto a grande sorveglianza dalla Casa Circondariale di Campobasso a quella di Avellino, quando all’altezza della rampa di uscita di Avellino Est dell’autostrada A16 un’autovettura si affiancò a quella dei militari. Ne uscirono sei uomini tutti armati che obbligarono i militari a scendere dal mezzo e li disarmarono; DI MELLA nell’occasione tentò di reagire ma fu dapprima colpito alla testa dal calcio di un’arma e successivamente da due colpi d’arma da fuoco che lo attinsero mortalmente.

I malviventi prelevarono dall’auto il detenuto, personaggio di spicco della Nuova Camorra Organizzata poi deceduto in un attentato nel 1990, e si diedero alla fuga facendo perdere le proprie tracce. La vedova ed il figlio del DI MELLA, presenti alla cerimonia, hanno ricevuto dal Presidente della Repubblica, lo scorso 5 giugno in Roma, in occasione della Festa dell’Arma, la Medaglia d’Oro al Valor Civile concessa alla memoria del loro caro per il coraggio e lo sprezzo del pericolo evidenziati nel mortale agguato.