
La maggioranza, però, di fronte a queste criticità emergenti, ha preferito la presentazione di mozioni d’ordine, impedendo di fatto la discussione sui temi “caldi” che approdano in consiglio. Una prassi che si ripete puntualmente ad ogni consiglio comunale. Sulla vicenda degli allacci il sindaco, ad inizio assemblea, ha risposto ad una interpellanza, sottolineando che la competenza non è dell’ente ma dell’Egam. Sugli altri due punti: il piano sociale di zona 2016 e la costituzione di una commissione tematica sul problema allacci acqua, sono stati rinviati entrambi in commissione senza nessuna discussione a seguito di mozioni d’ordine della maggioranza.
Ma c’è di più. Paolo Marinucci, in una conferenza stampa convocata subito dopo la conclusione dell’assemblea civica, non ci sta e, sull’acqua, “alza i veli” sul malfunzionamento del depuratore comunale che, da diverso tempo, sta sversando liquami inquinanti in mare. La situazione è stata accertata dall’Arpa Molise che, sulla base di campionamenti, ha verificato lo sforamento già 3-4 volte, dei valori massimi previsti dalla legge degli escherichia coli giunti, nelle rilevazioni di fine gennaio scorso, ad 1 milione contro i 5 mila massimi previsti dalla legge.
Una vicenda non da poco verificata anche dalla Capitaneria di Porto che, lo scorso mese di settembre, ha diffidato il Comune di Termoli e la Crea per danni ambientali a seguito proprio dell’intorpidimento del mare provocato da: “un’accertata rottura sulla conduttura di rilascio delle acque reflue urbane di fine ciclo del depuratore del porto”, ormai non più in grado di far fronte ad una popolazione di oltre 30 mila abitanti. Il nuovo impianto del Sinarca, tra l’altro, non è ancora pronto per entrare in funzione e ci vorranno ancora dei mesi, di conseguenza il problema risulta grave.
“Da agosto 2015 la Crea aveva comunicato già che c’erano problemi sul depuratore e non avrebbe fatto più allacci e le riunioni sono state fatte solo il 2 di marzo – denuncia Marinucci -. La Capitaneria di porto ha diffidato il Comune di Termoli e la Crea per danni ambientali da settembre scorso perché vengono superati di 3-4 volte, non di poco, i limiti. È di questo che non si vuole parlare? È questo il motivo per il quale anche la richiesta di costituzione di una commissione tematica ad hoc era motivo di autorità sanitaria locale e non si voleva parlarne? Perché è vero che il servizio idrico è stato demandato all’Egam anche se ancora non vengono nominati i componenti effettivi. Di questi dati non si vuole parlare perché in una costa dei Delfini dà fastidio. Ci sono reati ambientali che vengono denunciati sia al Comune che all’Ente gestore Crea ma cosa si è fatto? Ci sono famiglie e condomini interi che sono allacciati all’acqua di cantiere, ci troviamo davanti a situazioni paradossali. Non riusciamo a portare l’acqua dentro una casa? Ma di questo se ne fa carico un gruppo di minoranza e lo porta all’attenzione del consiglio per poterne discutere e non se ne può parlare. Si fa una mozione prima ancora di poterne discutere perché si deve rinviare in commissione. Ma cosa si deve rinviare in commissione”. Sulla questione acqua a Termoli si è scatenata una polemica aspra nei confronti della maggioranza e della Giunta comunale, accusata di non aver fatto nulla fino ad oggi nonostante la Guardia costiera abbia diffidato il Comune a settembre dello scorso anno per risolvere il problema della macchia scura notata al largo di Termoli, dietro il muro paraonde del porto, verso il molo di nord-est, vicino il depuratore.
Toni pensanti contro l’attuale maggioranza anche da parte di Michele Marone: “Oggi dico ancora una volta che è una vergogna che questa maggioranza a colpi di mozioni d’ordine impedisce volontariamente la discussione democratica nella sede istituzione quale il consiglio, la discussione e l’esame di argomenti sensibili per la collettività e tutta la cittadinanza. Lo hanno fatto per la questione del tunnel e lo hanno fatto oggi sul problema acqua che si manifesta in varie sfaccettature a partire dal profilo dell’approvvigionamento idrico. Oggi si doveva parlare dell’impossibilità di poter fare nuovi allacci, di poter garantire la voltura. Oggi il Comune, ancora una volta, l’esame di una problematica così importante. In questa maniera si è paralizzata l’economia della città, connessa all’edilizia. I cittadini che hanno acquistato nuovi appartamenti tra breve si rivolgeranno in Tribunale per chiedere la risoluzione degli atti di compravendita”.