
L’assemblea civica, conclusasi in serata alle ore 21, ha visto un acceso botta e risposta tra il sindaco Sbrocca ed il consigliere Nicola Di Michele del Movimento 5 Stelle e poco dopo tra lo stesso primo cittadino e Di Brino, primo firmatario della mozione. Sbrocca ha accusato di quest’ultimo di non aver fatto nulla nei suoi 4 anni di gestione della città in merito alla depurazione e l’ex sindaco ha respinto al mittente tali accuse.
Il consigliere Daniele Paradisi, esponente dell’opposizione, ha invece stigmatizzato l’assenza dell’assessore all’ambiente Florio da consiglio monotematico e accusato: “La situazione è stata gestita in maniera leggera, questo è un dato di fatto. Auspico, inoltre, che il comune si costituirà parte civile in un eventuale procedimento giudiziario. Come balneatori, insieme ad altri gestori di lidi del Lungomare nord abbiamo dato mandato agli avvocati Iacovino e Fiorini per il danno di immagine che abbiamo subito a seguito dell’ordinanza di divieto di balneazione. Il comune in questa situazione è parte lesa in quanto e’ stato costretto a fare l’ordinanza. L’esposto che abbiamo dato mandato di presentare ha lo scopo di accertare le responsabilità di eventuali scarichi nel Sinarca che hanno creato livelli di non balneabilità in mare”.
Per la maggioranza è stata effettuata una operazione di “terrorismo politico” sui dati di balneabilita del mare. “Ho visto che gli ombrelloni erano pieni in spiaggia – ha dichiarato Antonio Sciandra, segretario cittadino del Pd -, la gente c’era. Tutta quella paura non l’ho vista. È stata fatta una operazione politica di mala informazione”.