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Corso Vittorio Emanuele III: da oltre un mese isolato dalla città. Nonostante le lamentele degli operatori commerciali di Corso Vittorio Emanuele III che hanno ribattezzato la strada come il “ghetto” del centro, nulla è cambiato rispetto allo scorso febbraio. La penalizzazione dei commercianti inizia a diventare pesante visto che l’ingresso più usato da automobilisti e residenti della zona di accesso al terzo corso è tuttora sprangato. E’, infatti, da quasi due mesi impossibile accedere da Corso Fratelli Brigida al parallelo corso Vittorio Emanuele III per via di alcuni lavori in corso che hanno letteralmente “paralizzato” l’ingresso sul terzo corso della città dove sono presenti attività commerciali raggiungibili con estrema difficoltà. La lamentele in questi ultimi giorni sono notevolmente aumentate per il prolungarsi dei lavori. Inoltre, sempre da varie settimane è diventato pericoloso transitare sul terzo corso a causa delle auto che, davanti allo sbarramento della traversa che collega i due viali, imboccano il senso unico al contrario sempre su corso Fratelli Brigida che costeggia la Banca Monte dei Paschi di Siena. Una situazione divenuta a dir poco insostenibile. Prima la costituzione della Zona a Traffico limitato che ha creato non pochi problemi sempre agli operatori commerciali ed ora è arrivato il colpo di grazia con la chiusura da settimane della traversa di accesso.

Gli operatori del posto lamentano quest’ultima vicenda consideata: “insostenibile”. “Si penalizza chi ha sempre lavorato con onestà e senza creare problemi a nessuno _ hanno ribadito i negozianti di Corso Emanuele III _ anzi subendo, piuttosto, anche in silenzio tante situazioni. Il terzo corso è divenutato un’isola, per arrivarsi bisogna attraverare il belvedere con l’auto e se tutto va bene ce la si fa. Siamo delusi, amareggiati e scoraggiati se si pensa al periodo di forte crisi. Oltre alla recessione economica dobbiamo fare i conti anche con questi problemi, è veramente troppo”.
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3 Commenti

  1. Chissà perchè a Termoli no
    Nelle città intelligenti avrebbero obbligato il privato a fare un ponteggio che scavalcasse la strada, sul quale poi va montata l’impalcatura.
    Se non sbaglio fu fatto qualche anno fa in via Duomo mentre non fu fatto in via Battisti.