A peggiorare il suo quadro clinico, la scoperta fatta dal Primario Musacchio di Termoli, dell’assenza di un peacemaker che il paziente era convinto di aver impiantato nel 1996 nel corso di una operazione fatta a Melbourne in Australia. Lo stesso cardiologo ha verificato con esami clinici e lastre radiologiche l’inesistenza dell’apparecchio che i medici australiani avevano dichiarato di avergli applicato all’organo vitale e della sola presenza nel cuore del pensionato di un filo impiantato in una vena e lasciato appeso per 15 anni. Del peacemaker, dunque, nessuna traccia. Per tale motivo il quadro clinico del molisano era estremamente compromesso. Il Primario del San Timoteo ha tentato una operazione estremamente difficile per non dire disperata: impiantare nel cuore dell’ottantenne una protesi, un sistema defibrillatore bi-ventricolare collegato a tre fili (elettrocateteri) applicati al cuore.
A complicare l’operazione, la presenza del filo abbandonato in precedenza che, secondo quanto dichiarato dal professore Emilio Musacchio, aveva occupato il poco spazio dove intervenire. Dunque la difficoltà dell’applicazione dell’impianto è stata elevatissima in quanto inserito nella stessa vena già occupata dal filo vagante. La vena avrebbe potuto “strapparsi” decretando il decesso del paziente in 6 secondi. Musacchio è riuscito nella difficilissima impresa salvando la vita all’ottantenne che ora potrà avere un buon livello di vita almeno per i prossimi 10 anni.
“E’ stata una operazione lunga, durata 5 ore, e molto difficile, tra le più complesse della mia carriera iniziata 32 anni fa. Nonostante la mia specializzazione in aritmie e l’impianto di migliaia di apparecchi al cuore, questa volta ho veramente temuto il peggio. L’intervento è stato eseguito alla presenza di una equipe alla quale ha preso parte anche un ingegnere bio-medico, Alessandro Angelini che ha fornito l’attrezzatura impiantata. Penso che è un miracolo che questa persona non sia morta durante il viaggio in aereo, che sia riuscita a sopravvivere in quelle condizioni e senza il peacemaker che era convinto di avere da 15 anni fino ad oggi. Ora, fortunatamente, tutti i suoi problemi sono risolti. Potrà vivere in buone condizioni”.