TERMOLI _ Quando finisce un’epoca c’è sempre il dubbio che genera ansia per ciò che verrà soprattutto se la fine avviene in modo “traumatico”. In questi giorni stiamo assistendo alla fine del berlusconismo che inevitabilmente porterà con se oltre al leader Berlusconi anche tutto il carico dei giudizi degli italiani secondo come la pensano cosi come gli accadimenti succeduti negli anni in Italia. Il tempo è un gran signore e più della cronaca sarà la storia a rendere il senso di questi anni.
Ai posteri l’ardua sentenza. Futuro e Libertà è già avanti ed ha l’ardire di ridisegnare l’intero centro destra, alternativo alla sinistra. In questa ottica, anche per rispondere agli amici de “La Destra”, nessuno si permette di disconoscere gli impegni politici che si profondono secondo le proprie convinzioni politiche tantomeno FLI. A livello nazionale, prima o poi doveva accadere, si deve ridisegnare l’establishment governativo, istituzionale e politico. Si parla di traditori ma se ci si pone obiettivamente rispetto alle vicende di questi ultimi tempi e si provano a leggere appunto come spunto per una pluralizzazione dell’azione politica, ricreando l’entusiasmo del 1994-95, superando l’attuale padre padrone, nel frattempo convintosi di essere l’unico, l’assoluto, un messia distratto non solo da tentazioni femminili, ci si accorge che oramai è inderogabile aprire un’altra pagina prima che sia troppo tardi.
A livello locale è necessario aprirsi all’adesione di chi voglia impegnarsi in un progetto come quello appena accennato. Urso a Campobasso ha precisato che non siamo finiani ma prima di tutto futuristi. L’entusiasmo che si respira attorno a FLI per le prospettive, le idee ma soprattutto la liberalità, la democraticità, la pluralità presenti già dalle premesse, fanno ben sperare affinché si ragioni e ci si convinca che il Futuro è già qui e la Liberta dipende da noi.
Toni Spezzano Futuro e Libertà – Termoli