Termoli Cronaca Giù le mani dal Molise! No al «South Beach» di Montenero

Giù le mani dal Molise! No al «South Beach» di Montenero

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L’Associazione Termoli No Tunnel ,in piena sintonia con il Comitato Civico di Montenero di Bisaccia “Costa Verde Mare Nostrum”, ritiene che il progetto denominato “South Beach” debba essere respinto con forza e con sdegno non solo dai cittadini di Montenero, ma dai molisani tutti.

Nino Barone dell’Associazione No Tunnel

TERMOLI – “È intollerabile, infatti, che la nostra regione continui ad essere massacrata e depredata del suo territorio, delle sue risorse e delle sue bellezze paesaggistiche e ambientali. Il progetto che si sta tentando di realizzare a Montenero, non senza l’dell’Amministrazione comunale e della Giunta regionale, costituisce un caso da manuale di spoliazione e di colonizzazione del Molise.

Per sottolineare il devastante impatto di costruzioni che snaturano irreversibilmente un luogo o un territorio è stato coniato il termine “ecomostri”.  Orbene,tra i tanti ecomostri realizzati purtroppo inItalia negli ultimi decenni,quello progettato per la Marina di Montenero sarebbe il più mostruoso di tutti.

“Si tratta del peggiore assalto alla costa adriatica degli ultimi 50 anni”, afferma giustamente il Coordinamento per la Tutela delle Vie Verdi d’Abruzzo in un comunicato stampa dei giorni scorsi.

I numeri, del resto, sono davvero impressionanti e implacabili nella loro crudezza: 5.000.000 (cinque milioni) di metri cubi di cemento,16 edifici torre di 25 piani, 23 torri di 20 piani, 16 torri di 15 piani, 25 palazzi di 12 piani, 22 palazzi di 10 piani, più 17 ville signorili, 200 edifici adibiti a ristoranti,4 alberghi,1 centro polifunzionale ,18 stabilimenti balneari, il tutto su una superficie complessiva di 160 ettari tra il fiume Trigno e il torrente Mergolo.

È particolarmente grave che l’Amministrazione comunale di Montenero, in spregio alle previsioni del Piano Regolatore, abbia acconsentito a dare il via a questa folle operazione, promuovendo un Accordo di Programma; uno strumento in variante del Piano Regolatore, nato nel 2000, che può essere attivato per la realizzazione di opere, interventi o programmi di rilevante interesse pubblico.

Siamo nell’ambito della cosiddetta “urbanistica contrattata a cui fanno sempre più frequentemente ricorso quelle Amministrazioni comunali che vedono il Piano Regolatore come un limite e vogliono le mani libere in materia di trasformazione del territorio.

Nel caso in questione il rilevantissimo interesse privato si coglie fin troppo facilmente, mentre sul piatto della bilancia del pubblico si può mettere solo l’immane distruzione di un grande patrimonio paesistico e naturalistico, non a caso identificato dalla Direttiva Europea 92/43CEE come Sito di Interesse Comunitario, che ospita numerosi habitat naturali e seminaturali della flora e della fauna selvatiche con specie vulnerabili e rare, molte esclusive della costa molisana. Un patrimonio che merita di essere diversamente valorizzato non lasciandosi abbagliare da vecchi modelli di sviluppo turistico, superati e non più sostenibili, ma facendo leva su quanto di unico la costa di Montenero rappresenta ed è in grado di offrire.

Non meno grave è la delibera con la quale la Giunta regionale del Molise nel “riconoscere di interesse regionale il Progetto di valorizzazione turistico-residenziale denominato South Beach”, sostiene che tale progetto “fungerà da traino per tutti gli aspetti di crescita e di sviluppo della Regione”.

Di fronte a tale manifesta volontà politica, volta ad assecondare un progetto così devastante che, se realizzato, segnerebbe la resa definitiva del Molise a forze colonizzatrici e predatorie di ogni tipo, non resta che organizzarsi in fretta dando vita ad un forte e coeso movimento capace di coinvolgere tutta la popolazione del Molise.

Inoltre auspichiamo che stavolta il Progetto si fermi prima di arrivare al vaglio degli Organi Regionali preposti alla tutela del territorio e del paesaggio che, secondo una nota sentenza del TAR Molise del 2019, in un’altra occasione non si sono rivelati propriamente osservanti delle prescrizioni dettate dal decreto legislativo n. 152/06, noto come Codice dell’ambiente.

L’associazione Termoli No Tunnel, che insieme ai cittadini di Termoli è riuscita ad impedire la realizzazione del tunnel di collegamento tra il porto e il lungomare Cristoforo Colombo con annessa mega speculazione edilizia di Piazza Sant’Antonio, rivolge pertanto un pressante appello a tutte le associazioni e a tutti i molisani che condividono l’obiettivo di salvaguardia, tutela e valorizzazione del nostro Molise affinché diano la loro fattiva adesione a tutte le iniziative che nei prossimi giorni e nei prossimi mesi saranno messe in campo”.

L’associazione Termoli No Tunnel

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