Vittorino Facciolla

SAN MARTINO IN PENSILIS – Il coronavirus è veloce e intelligente. Non ammazza il suo ospite, lo lascia lavorare, viaggiare, fare vita sociale. Consente che gli infetti, quasi sempre asintomatici o con sintomi lievi, non disdicano cene, concerti, riunioni sindacali ed appuntamenti dal proprio dentista.

È così intelligente che è lecito chiedersi se non abbia lucidamente scelto di fornire al mondo un esperimento sociale, quale monito all’intera umanità.

Ci si chiede se non abbia volutamente deciso di colpire prima la dittatura meglio organizzata al mondo. Quella meglio capace di rispondere ad un’esigenza di cura dei propri abitanti con contestuale chiusura in ogni spazio fisico, assicurando il rispetto delle regole imposte attraverso minacciosi presidi militari.

Ci si chiede se poi non abbia volutamente scelto, non certo per contrappasso dantesco, ma per mero parallelismo esemplificativo, tra le democrazie più antiche del mondo, la democrazia italiana.

Quella dove la tutela del malato, della persona fragile ma più in generale, la tutela del capitale umano, rappresenta un valore costituzionale e sociale non negoziabile.

Ci si chiede se il virus non abbia scelto il nostro paese per far capire al mondo che l’elevato costo di cura e tutela dell’uomo, non può giungere a valle dell’epidemia, a valle del danno, ma a prevenzione dello stesso. Proseguire nella devastazione del nostro ambiente equivale a costringere il virus a migrare esclusivamente in direzione dell’uomo.

Ma il virus, svelto ed intelligente, non è invincibile: lo si sconfigge con la ricerca, con l’igiene, con il progresso, ma anche e specie, con la protezione dell’ambiente.

Vittorino Facciolla