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Metere Roberti
Da sinistra Saverio Metere e Francesco Roberti

TERMOLI – E questa volta scomodiamo il Manzoni. Roberti, più del  Renzo Tramaglino dei Promessi Sposi, ha le carte in regola per esprimere dei giudizi, prendere delle decisioni ponderate e intelligenti. È stato eletto con uno scarto di circa il  20% rispetto al sindaco uscente. 10.000 termolesi, UN TERZO DELLA POPOLAZIONE, lo ha acclamato suo rappresentante per i prossimi cinque anni. Mi sembra un risultato degno di qualche riflessione. Per cui, il suo parere non può essere “debol” ma “forte e costruttivo”.

Personalmente gli auguro di essere un sindaco disponibile e accorto: “veramente” vicino ai problemi del popolo! È stato supportato da sei liste di candidati che, a conti fatti, facevano quasi 150 voti sicuri. E poi, gli amici, i parenti, i simpatizzanti. Come faceva a perdere? Era accaduta la stessa cosa con l’elezione di Di Brino sette anni fa, quando la cordata politica era stata sollecitata e organizzata da Iorio, presidente, allora, della Regione Molise. Ma vabbe’! Sono giochi politici che si fanno. Ci stanno! Come suol dirsi in questi casi.

Ma ora dovrà go-ver-na-re!

Il suo entourage è abbastanza consistente e preparato. Per la prima volta, nella coalizione amministrativa di un sindaco termolese, ci saranno come  collaboratori due ex sindaci: la vecchia volpe democristiana Remo Di Giandomenico, che vanta una lunga esperienza essendo stato il braccio destro addirittura del sindaco per antonomasia, onorevole Girolamo La Penna; il rappresentante di Forza Italia Basso Antonio Di Brino, che ha occupato per due anni quella poltrona prima di Sbocca; infine, il mancato sindaco (per pochi voti) della precedente legislatura il leghista Michele Marone. Inoltre, ci farà parte, anche l’ex sindaco Alberto Montano ora nelle file  del centro destra; per i Popolari,  l’immarcescibile Vincenzo Ferrazzano che, anche in questa tornata, si è ritagliato un posticino essendo stato il più votato con i suoi 555 voti di preferenza.

Per contro, tra i 9 seggi dell’opposizione, oltre naturalmente all’ex sindaco Sbrocca del PD, ci saranno i due sindaci perdenti, il fatidico pentastellato NicK Di Michele e  l’unica donna candidata sindaco facente parte della Rete della sinistra Marcella-Giovanna D’Arco Stumpo.

Del programma del sindaco, quello che salta subito all’occhio sono: NO al Tunnel e alla relativa risistemazione della zona del Pozzo Dolce e Piazza S. Antonio con relativo parcheggio e Auditorium;   NO alla  nuova sistemazione di Corso Umberto. Per quest’ultimo ha già ordinato di rimuovere le enormi ancore che ne ostruiscono l’accesso. Su questo ultimo intervento, il sottoscritto ha già pubblicato un lungo articolo (vedi Primonumero 21.05. u.s.). dicendosi invece favorevole alla zona pedonale: l’allargamento di Piazza Monumento andrebbe anche a favore dei commercianti, dei bar e delle trattorie che  affaccerebbero sulla nuova Piazza.

Sul problema Tunnel, il nuovo sindaco Roberti in precedenza era stato possibilista. Oggi, pressato dai pareri negativi anche delle altre coalizioni, ha espresso parere negativo. Nessun pronunciamento sul REFERNDUM che il popolo – il sottoscritto compreso –  hanno SEMPRE RICHIESTO! Probabilmente, di concerto con l’attuale presidente Toma della Regione, suo carissimo amico e sostenitore, il problema si potrebbe riconsiderare. Staremo a vedere!

Giovedì è prevista la cosiddetta investitura ufficiale a Sindaco. Ci saranno brindisi d’auguri, complimenti e congratulazioni. La sinistra, questa volta, starà a guardare.

A Termoli c’è un proverbio popolare,  ‘nu tavitte,  che in questi casi esprime l’operosità di una persona. È un po’,,,forte ma rende molto l’idea: a squajáte de nève ce vèdene ‘i strunze!” (quando la neve si scioglie si riesce a capire se i cani hanno lasciato la loro cacca!). 

Certamente non sarà il suo caso

È un proverbio, un modo di dire, la cui “verifica” avviene nel tempo. A volte con gli anni!

Per adesso è già atteso alla prima prova dell’Agosto Termolese che capita proprio a ridosso della sua elezione. Per organizzarlo con una certa…decenza e completezza avrebbe bisogno almeno di un mese in più. Comunque, questa è la prima verifica, la “cartina di tornasole” del suo mandato. E’ già atteso al varco e sa che i termolesi ci tengono molto a quei giorni di festa e di iniziative culturali.

Chi vivrà vedrà e…giudicherà!

Saverio Metere

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Saverio Metere
Saverio Metere è nato a Termoli il 23 settembre del 1942. Vive e lavora a Milano dove esercita la professione di architetto libero professionista. Sposato con Lalla Porta. Ha tre figli: Giuseppe, Alessandro, Lisa. Esperienze letterarie. Oltre ad interventi su libri e quotidiani, ha effettuato le seguenti pubblicazioni: Anno 1982: Lundane da mazze du Castille, Prima raccolta di poesie in vernacolo termolese; anno 1988: I cinque cantori della nostra terra, Poeti in vernacolo termolese; anno 1989: LUNDANANZE, Seconda raccolta di poesie in vernacolo termolese; anno 1993 da Letteratura dialettale molisana (antologia e saggi estetici–volume primo); anno 1995: da Letteratura dialettale molisana (antologia e saggi estetici–volume secondo); anno 2000: I poeti in vernacolo termolese; anno 2003 (volume unico): Matizje, Terza raccolta di poesie in vernacolo termolese e Specciamece ca stá arrevanne Sgarbe, Sceneggiatura di un atto unico in vernacolo termolese e in lingua; anno 2008: Matizje in the world, Traduzione della poesia “Matizje” nei dialetti regionali italiani e in 20 lingue estere, latino e greco.