
I decessi, almeno quelli di cui c’è un riscontro, sono iniziati negli anni 98-2000 fino ad oggi. Uno alla volta, tutti in rigoroso silenzio, si sono spenti tra il dolore e le lacrime dei familiari che oggi iniziano a chiere a voce alta il “perchè”. Una realtà che già da qualche tempo, ha iniziato a destare dubbi e perplessità nei familiari degli operatori della divisione ammalatisi a cavallo della pensione tra i 57 anni ed i 70 anni. Per alcuni la malattia è arrivata un anno prima dell’età di quiescenza, per altri un anno dopo. Più di qualcuno si era rivolto ad un legale per avviare una causa di servizio ma non ha fatto in tempo.
Si è spento prima. Intanto, però, nel reparto di radiologia e medicina nucleare si è continuato a morire. Alcuni dipendenti hanno trovato la forza ed il coraggio di gridare il loro disappunto, il loro dolore, i tanti dubbi e perplessità e, per questo, oggi, chiedono con forza verifiche: maggiori controlli e migliori protezioni per il personale.
“Dov’è il registro delle radiazioni delle sale operatorie degli ultimi 10 anni che non si capisce dove sia finito – si chiedono gli operatori della divisione preoccupati –. Sarebbe anche giunto il momento che queste morti di neoplasie vengano comunicate all’Inail”. I dipendenti della divisione, inoltre, si associano al dolore dei familiari della collega deceduta negli ultimi giorni di tumore. “Qui si continua a morire si tumore – hanno concluso dalla radiologia – e le nostre richieste continuano a restare inascoltate. Tutto ciò è sconfortante”.