
Il centrosinistra è in difficoltà con una sinistra divisa ed un partito democratico in affanno. Matteo Renzi di scuola fanfaniano-dorotea si trova a essere il leader più a sinistra nei vertici tra i 28 paesi europei a conferma della complessità di una fase politica aperta ad ogni epilogo. Cristine Lagarde ha ricordato ai greci che i soldi valgono più della sovranità popolare e le Nazioni Unite assistono pavide al rischio di un’implosione di uno Stato, in un’area in cui il conflitto tra Ucraina e Russia si aggiunge alle guerre del Califfato.
In un simile contesto è arduo per l’Italia, per il Mezzogiorno e per il Molise, progettare una prospettiva. Non mancano gli errori che alimentano le delusioni e allontanano i cittadini da un impegno attivo, dinamico e propulsivo, nella politica e nelle istituzioni. Incalzano le emergenze figlie di scelte dissennate perpetrate per decenni che sollecitano risposte impellenti ad Amministrazioni con bilanci sempre più asfittici. Ma il contesto duro, aspro e irto di insidie in cui ci troviamo non deve impedirci di moltiplicare gli sforzi per realizzare il cambiamento sollecitato dai molisani nell’ultima tornata elettorale. Nei momenti più bui serve umiltà, spirito di servizio, toni bassi, rispetto umano, dialogo, equilibrio e responsabilità.