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CAMPOBASSO _ È stato approvato dalla Giunta Regionale del Molise, su proposta dell’Assessore Sandro Arco, il programma stralcio per la prevenzione del randagismo. L’iter per la stesura del provvedimento è iniziato da alcuni mesi attraverso incontri formali ed informali con i vari soggetti interessati, alla luce di situazioni emergenziali venutesi a verificare nell’ultimo periodo in tutto il Molise. Le norme nazionali e regionali prevedono che la Regione, le Province, i Comuni e le Aziende sanitarie locali, con la collaborazione delle associazioni animalistiche, attuano, ognuno nell’ambito delle proprie competenze, interventi e programmi per la prevenzione del randagismo.

In sintesi, le azioni programmate dalla Regione per controllare e prevenire il fenomeno saranno: l’identificazione di tutti i cani mediante applicazione del microchip e conseguente registrazione nella banca dati informatica dell’anagrafe canina; la cattura dei cani randagi, da ospitare nei canili comunali e successivamente, se non adottati o reclamati, nei rifugi ad essi collegati; la messa in atto di attività di controllo delle nascite mediante sterilizzazione dei cani ospitati nei suddetti ricoveri e, auspicabilmente, anche di quelli di proprietà; iniziative incisive, attraverso i mezzi mediatici, per favorire l’affidamento dei cani randagi catturati, con il duplice obiettivo di dare loro una vita più dignitosa e di ridurre le spese di gestione a carico dei comuni per il loro mantenimento nelle strutture di ricovero ed attività di formazione ed aggiornamento continua dei soggetti interessati a diverso titolo alla prevenzione del randagismo come addetti alla cattura ed al mantenimento dei cani, volontari, addetti alla vigilanza, personale ASL, guardie zoofile, ecc..Soddisfazione per l’approvazione della linea di interventi è espressa dall’Assessore Arco: 

Come assicurato, la Regione Molise ha inteso rispondere concretamente ed  in breve tempo sulla tematica del  randagismo. Grazie a questa serie di interventi, verso i quali l’Ente ha stanziato in questa prima trance 145.00 euro, si darà immediatamente un cambiamento di direzione.

Questo fenomeno si è determinato nel corso degli anni per la mancanza di canili comunali in grado di ospitare i cani randagi catturati, per cui in diverse zone della regione sono sorte, su iniziativa di associazioni animaliste e di privati, dei ricoveri di fortuna dove sono stati ospitati cani randagi anche per conto di alcuni comuni, che vi hanno fatto ricorso tacitamente a seguito di una convenzione, o perché sprovvisti di canile. Tali ricoveri, inoltre, così come ad esempio i canili della zona di Campobasso, sono diventati punti di riferimento per quanti intendono abbandonare illegalmente una cucciolata o il proprio cane.

In riferimento a questo, i numeri che emergono dalle indagini svolte dai servizi veterinari dell’Asrem vedono circa 1.400 cani presenti nei canili autorizzati della regione ed oltre 1000 in strutture non autorizzate. Sulla base di questo quadro appare evidente che l’obiettivo più urgente da perseguire sia quello di realizzare una rete di canili pubblici, uniformemente distribuiti sul territorio, capaci di garantire una capienza tale da poter ospitare i cani randagi catturati e limitare il ricorso a rifugi privati soltanto in caso di situazioni particolari. Soltanto in questo modo sarà possibile evitare il ripetersi delle drammatiche situazioni di emergenza venutesi a creare nella nostra regione e dare risposte ai problemi di gestione del fenomeno randagismo che si protraggono ormai da quasi venti anni. In quest’ottica, si ritiene auspicabile raggiungere l’obiettivo di dotare di almeno un canile i due capoluoghi  di provincia e il Comune di Termoli, e di realizzare uno o due, a seconda della popolazione residente, ciascuna Comunità Montana e i comuni della fascia costiera non compresi nell’ambito di Comunità montane”.
Ha concluso Arco: “Il nostro piano richiede un atto programmatico forte da parte della Regione e condiviso dalle amministrazioni comunali e comunitarie per la realizzazione delle iniziative previste e va realizzato nell’arco del triennio 2009/2011. La realizzazione congiunta e sinergica di tutti gli interventi previsti dal programma è fondamentale per affrontare e risolvere il problema del randagismo, divenuto ormai indifferibile, viste le diverse situazioni emergenziali ancora in atto nell’ambito della nostra Regione.” 

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