LARINO _ La notizia della chiusura delle indagini preliminari sulla questione Imam, con l’iscrizione nel registro degli indagati dei soggetti che hanno amministrato l’Istituzione, i vertici del Comune di Larino, il governatore Iorio e tre ditte fornitrici, ci hanno portato indietro di qualche mese. In particolare a quella seduta del Consiglio comunale dove si discuteva dell’argomento, alle accuse del sindaco Giardino alle opposizioni e a quel dito dell’Assessore Urbano puntato contro i consiglieri di Larino Viva e della opposizione, che – solo perché avevano chiesto di ottenere spiegazioni su notizie rese già pubbliche dalla stampa – erano i colpevoli della possibile chiusura dell’Istituto musicale. Un gesto gratuito e, oltremodo, offensivo vista l’attenzione posta alla meritoria iniziativa dai forti connotati culturali, che stava onorando la nostra città e dando, anche, una risposta alla passione dei giovani per la musica e alle attese e preoccupazioni delle loro famiglie di non saperli persi per la mancanza di impegno.

Bisogna pur dire che l’Istituto ha avuto la possibilità di approfittare di un terreno fertile, già preparato, grazie al lavoro svolto negli anni dal bravissimo maestro Roberto Di Carlo, al quale va, in un momento non facile, tutta la solidarietà di Larino Viva e, sicuramente, le scuse per non averlo fatto prima, quando aveva più bisogno di sentire l’affetto e la gratitudine, non solo di Larino Viva, ma di tutti i larinesi, per quello che è riuscito a dare, con professionalità e straordinaria passione alla nostra città e ai suoi figli, soprattutto bambini, ragazzi, giovani e meno giovani. Anche se, è bene sottolinearlo, il ruolo e l’attività svolta dal maestro Di Carlo non è stata mai messa in discussione.

L’augurio, nel rispetto pieno dell’opera della magistratura, è che possa tornare a dare il suo prezioso contributo a quella crescita culturale di cui Larino, soprattutto la sua classe dirigente, ha bisogno per poter rilanciare il suo ruolo e la sua immagine. Crediamo invece che Giardino, l’Assessore Urbano e l’intera maggioranza che governa la nostra Città dovrebbero, ora, per onestà intellettuale, spiegare la superficialità e la gratuità delle accuse ai consiglieri di Larino Viva ed alla minoranza in Consiglio, e, chiedere pubblicamente scusa. Una più attenta analisi e accorta riflessione, da parte loro, porterebbe ad approfondire e, forse, a scoprire “a chi giova politicamente la chiusura dell’Imam”. Non certo ai larinesi, che sono stati i primi ad essere maltrattati da questa vicenda per niente bella.

Larino Viva