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Ieri 11 marzo, la mamma di un bambino che frequenta la scuola elementare del quartiere di San Pietro, ha contattato la redazione di Info @ Consumatori segnalando che suo figlio era tornato a casa con una mela marcia e bacata servita alla mensa (vedi foto). La madre si è lamentata affermando che spesso il bambino non mangia la frutta perché di scarsa qualità e si è chiesta se alla mensa servono cibi biologici, uno degli elementi che hanno portato all’aumento di un euro del costo del buono pasto.

Poiché non è la prima segnalazione del genere che riceviamo, poiché la questione è molto dibattuta dai genitori che al momento sono confusi e non hanno certezze, poiché riteniamo che, visti i dubbi dei genitori, ci sia stata sull’argomento del biologico a mensa una insufficiente comunicazione istituzionale chiarificatrice, in data di oggi, 12 marzo abbiamo contattato l’Assessore Antonio Russo al quale abbiamo chiesto un incontro per verificare la provenienza della frutta che l’azienda Turist serve ai bambini delle scuole materne ed elementari di Termoli che, come da capitolato, deve essere biologica. L’Assessore si è reso disponibile ad aprire le cucine per una visita che ho effettuato personalmente dalle ore 15.30 alle ore 16.30, chiedendo di visionare le bolle di carico e scarico della frutta, i quantitativi di frutta biologica rispetto al numero di pasti preparati e le certificazioni attestanti la provenienza biologica della stessa.

 

Come dimostrato anche in altre precedenti occasioni, il nostro giornale, organo di informazione al consumo, è pronto ad accogliere le istanze e le segnalazioni dei lettori  e a verificare direttamente quanto affermato.

 

Un’occasione, finalmente, per poter fare chiarezza sul biologico nelle mense scolastiche di Termoli, oggetto, nei giorni scorsi anche di una interrogazione da parte del Consigliere Comunale Giuseppe Spezzano, che si è posto la stessa domanda. Abbiamo contattato il Consigliere Comunale per sapere se personalmente aveva verificato le bolle o aveva ulteriori elementi. Ci ha risposto che da parte sua ha semplicemente inviato un’interrogazione. All’interrogazione, come ci dice l’Assessore Russo, ha risposto ufficialmente per il Comune di Termoli l’avvocato Dalla Torre al quale nei prossimi giorni chiederemo il testo.  

 RESOCONTO DEL SOPRALLUOGO ALLA MENSA SCOLASTICA. 

Alle ore 15.30 di oggi 12 marzo, recatomi presso la struttura di Via Volturno ho chiesto di parlare con il responsabile della sicurezza Dott. Angelo Paladino, con il responsabile del controllo qualità Dott. Domenico Di Cesare e con la signora Giovanna P., da 20 anni responsabile delle mense scolastiche.


Dott. Di Cesare, quali sono le ditte dalle quali ricevete i rifornimenti di frutta? 

La ditta Russo e la Alma Bio. Acquistiamo inoltre salsa biologica ed olio biologico fin dal mese di ottobre.
 Le ditte dalle quali la vostra azienda acquista la frutta sono tenute ad avere le certificazioni di azienda biologica? No. Noi possiamo acquistare anche da aziende intermediarie, come ad esempio la ditta Russo. L’importante è che certificata sia la ditta produttrice dalla quale un’azienda intermediaria può a sua volta acquistare la frutta e fornirla a noi. 

Quanti pasti al giorno servite?
 Circa un migliaio E’ possibile vedere la bolla cui si riferisce la mela bacata che ci è stata segnalata? La signora Giovanna P. , responsabile del servizio mensa, ci mostra la bolla 182 del 9 marzo 2009 in cui sono state acquistati 13 colli di mele golden Bio 65/70 agricoltura biologica Reg Cee 834/07. Dunque la mela servita era biologica. 

Dottor Palladino Angelo, per i circa 1.000 pasti al giorno, tutta la frutta servita è biologica.
 No. Non è tutta biologica. Ci sono difficoltà nel reperirla. Non è come la normale frutta ed è limitato il numero di fornitori. Nei giorni scorsi (mostra una richiesta del 29 gennaio 2009) abbiamo richiesto altri preventivi.Attualmente possiamo servire frutta biologica solo una volta a settimana, più precisamente una settimana per due giorni e la settimana successiva per un solo giorno. Precisiamo che le mele biologiche, per il fatto stesso di non essere trattate, alla vista sono meno gradevoli di quelle non biologiche. Le mamme, se desiderano frutta biologica, devono educare i bambini a non attendersi le classiche mele perfette e omogeneamente colorate. Che differenza di costo c’è tra un chilo di mele biologiche ed un chilo di mele non biologiche? Può farmi verificare i costi sulle bolle? Come può vedere, un chilo di mele non biologiche ad esempio Fuji  costa 0,95 centesimi, un chilo di mele biologiche 1 € e 25. 

CONCLUSIONE
 La mela servita abbiamo verificato che era stata acquistata dalla ditta Russo da azienda dotata di certificazione biologica e fornita alla ditta Turist. La frutta biologica viene servita una settimana per un giorno e la settimana successiva per due giorni.

                                                                                                                                          Massimiliano Orlano

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4 Commenti

  1. Il baco
    Che esagerazione! Una volta si diceva che il padrone trovato dentro la frutta era indice di prodotti naturali, ora si protesta per un vermiciattolo che ha trovato casa nella mela…come cambiano i tempi! Piuttosto mi sembra più una patata che una mela; mi viene un dubbio non è che, per caso, somministrino polistirolo anzichè riso?