
“Oggi sono stata a colloquio a Chieti _ ha dichiarato il legale _. La cliente mi ha spiegato e completato il quadro della vita all’interno della casa di Cammisa, delle abitudini e comportamenti. Mi ha illustrato la natura dei rapporti che avevano, le abitudini dell’altra rumena e dell’anziano stesso. Loro erano da 10 giorni ospiti del Cammisa che faceva un po’ il capofamiglia, si serviva di loro come badanti e basta, non c’erano rapporti di altra natura. Le due si occupavano della pulizia della casa e del pranzo e cena”. L’avvocato ha anche sentito telefonicamente i genitori della ventisettenne rumena alla quale la stessa ragazza aveva confidato di voler sposare il pensionato.
I genitori sono arrivati dalla Romania venerdì scorso e si sono intrattenuti in carcere circa 30 minuti. La madre, in particolare, è in precarie condizioni di salute e molto rammaricata per l’accaduto ma ha ribadito fiducia nella giustizia italiana. Entrambi i coniugi hanno mostrato fiducia nei confronti della figlia.
“Lei, ancora una volta _ ha detto ancora Valentina Flocco _ ha riferito di non aver visto nulla, non ha visto nessuno in casa quella notte, nessun ladro. Lei, nell’ora del delitto, si trovava in un’altra stanza, quella della cucina che è distante da un corridoio lungo delimitato da due porte”. La ventisettenne sarebbe innocente secondo quanto riferito dall’avvocato. “Mi riservo in ogni caso di attendere i dettagli derivanti dall’autopsia in ordine alle cause della morte _ ha concluso l’avvocato difensore _ e dei Ris in riferimento ai coltelli sequestrati. In merito alla dinamica dei fatti, sicuramente ci saranno degli sviluppi che emergeranno a brevissimo. Presenterò in ogni caso ricorso al Tribunale del Riesame di Campobasso”.