freddò con una raffica di colpi di pistola sparati a bruciapelo Venuti mentre era seduto in auto ed in sosta nel centro di Portocannone. Al centro dell’animata discussione, un prestito di circa 300 mila euro che Galasso fece all’amico e non ancora restituito.
I giudici del Tribunale di Larino lo scorso aprile 2008 hanno condannato a 16 anni ed 8 mesi di reclusione il trentottenne di Portocannone per omicidio premeditato. Questi dal giorno del delitto è rinchiuso nel carcere frentano dove nel corso degli ultimi tre anni ha scritto un memoriale inviato anche ai familiari di Raffaele Venuti con le scuse alla moglie ed al figlio per quanto accaduto.
Il difensore di Rino Galasso, il penalista Giuseppe Mileti, confida nel secondo grado di giudizio. “Sarà un processo molto rapido _ ha detto il legale _ e con molta probabilità lo stesso 26 maggio si conoscerà la sentenza perchè in primo grado è stato ottenuto il rito abbreviato”. La famiglia Venuti, assistita dal penalista Domenico Bruno, fino a questo momento ha preferito chiudersi in un assoluto silenzio dall’uccisione del coniuge. Il delitto di Raffaele Venuti è stato il terzo accaduto a Portocannone nell’arco di 9 mesi tanto da scatenare nella popolazione non poche paure.