Ospedale San Timoteo Termoli
Ospedale san Timoteo Termoli, tenda da campo pre-triage

TERMOLI – Leggiamo attoniti oggi su organi di informazione  che gli ospedali di Larino e Venafro non saranno riaperti perché le apparecchiature di rianimazione non sono all’altezza di quanto richiesto dall’emergenza Covid 19, e che i due presidi potrebbero essere utilizzati per patologie non gravi solo “ove se ne ravvisi la necessità” (parole del Direttore generale dell’ASReM).

Or, prima di entrare nel merito di questa strabiliante osservazione, vorremmo evidenziare il danno economico-sociale e l’enorme stupidità di aver lasciato deteriorare in anni di abbandono strutture che funzionavano perfettamente quando i due ospedali erano in attività (e di questo qualcuno dovrebbe pur rispondere!).

Ciò che però lascia senza parole è il fatto che il dott. Florenzano, ed ovviamente il Presidente Toma, pare non ravvisino alcuna necessità urgente sul territorio basso molisano e venafrano.

Sanno, i due massimi responsabili della sanità pubblica locale, che da 20 giorni 100.000 persone nel Basso Molise non si vedono garantiti servizi essenziali, che vengono demandati ad altri presidi anche fuori regione? Si rendono conto che è impossibile sine die effettuare interventi programmati, visite specialistiche e controlli anche in caso di patologie serie? Sono consapevoli che definire funzionante il San Timoteo, come sentiamo giornalmente nei tg regionali è ridicolo e risulta non vero? Si sono accorti che su tutto il territorio regionale è di fatto impossibile ricevere cure adeguate, non legate all’emergenza ma non per questo meno indispensabili?

Per quale motivo da più di una settimana a Termoli continuiamo ad essere privi di ospedale, mentre la sanificazione è stata effettuata, il personale è presente, grazie a Dio non ci sono stati contagi interni, e non abbiamo ricoveri da Coronavirus?

Perchè non si utilizzano Larino e Venafro per garantire i ricoveri giornalieri, che sono un quarto di quelli totali, per i servizi ambulatoriali e per i codici bianchi e verdi diurni del pronto soccorso, tutti i giorni della settimana, almeno per 12 ore?

Abbiamo una ASReM e una Regione praticamente incapace di qualsiasi decisione incisiva. Non è stato divulgato alcun piano per il governo della situazione (o comunque non è dato conoscerlo); non sono state comunicate alla popolazione, che pure avrebbe diritto di conoscerle, le misure (laddove esistano) per tutelare prima di tutto il personale sanitario e gli addetti ai controlli.

Cosa stanno facendo, o hanno intenzione di fare, per contrastare la pandemia ma soprattutto per garantire l’indispensabile assistenza sanitaria ora gravemente compromessa?

Se pensano di non essere in grado di farlo, affidino questi compiti evidentemente più grandi di loro a chi ne è capace, chiedendo l’intervento del governo centrale.

Hanno capito, i nostri “decisori”, che è stata proprio quella distruzione della sanità pubblica, portata avanti in tutta Italia anche se non dappertutto con tanta abilità come in Molise, a precipitare l’Italia in fondo al baratro di dolore che stiamo vivendo? Si saranno resi conto che è quello stesso sistema pubblico, depauperato, vilipeso, precarizzato, ad essere andato in prima linea, pagando un prezzo altissimo in termini di vite umane?

Apprendiamo adesso che si sta chiedendo il coinvolgimento dei privati: giusto, visto che assorbono quasi la metà delle nostre risorse sanitarie. Ma considerarli i soliti “salvatori della patria” non cancella le responsabilità della gestione: resta il fatto che abbiamo un ospedale fantasma a Termoli, mentre ci si rifiuta ostinatamente  di servirsi di  due buone strutture utilizzabili per l’indispensabile assistenza di routine.

Invitiamo quindi tutti i sindaci molisani e tutti i cittadini vittime di questa gestione inqualificabile a ribellarsi, e a chiedere tutti insieme di

  1. rendere agibili   Larino e Venafro per le attività routinarie di assistenza, controllo e visite specialistiche, e soprattutto garantire il funzionamento REALE del San Timoteo;
  2. pretendere e ottenere materiale di protezione, reagenti e tamponi in quantità adeguata;
  3. monitorare e mettere in sicurezza case di riposo e altre strutture di residenza collettiva;
  4. procedere ad ulteriori assunzioni di personale medico, infermieristico e sociosanitario non legate direttamente alla gestione emergenziale, tali da garantire ora e in seguito un buon livello di prestazioni alla sanità pubblica e da tutelare il diritto alle cure imposto dalla Costituzione, che attualmente non.

Esigere competenza, capacità decisionale e lungimiranza, per non parlare della disponibilità a farsi carico dei problemi dei cittadini, è doveroso da parte di tutti noi e costituisce diritto elementare di cittadinanza.

Forse così questo lungo incubo sarà almeno servito a farci toccare con mano cosa abbiamo perso in questi anni, e ci avrà dato la forza di alzare la voce per difendere i nostri diritti (e magari a scegliere in base a criteri che non siano quelli meramente partitici o di opportunità politica chi ci amministra e siede ai vertici di enti così importanti…).

TERMOLI BENE COMUNE – RETE DELLA SINISTRA