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“È la legge del mercato – spiega un produttore molisano, Francesco Travaglini dell’azienda agricola “Parco dei Buoi” di Larino -. Purtroppo la grande distribuzione fa il bello ed il cattivo tempo e non c’è un tetto al prezzo che è molto alto all’inizio e poi scende qualche giorno dopo, anche troppo in alcuni casi”.
I produttori, rispetto al prezzo finale al consumatore, ottengono come remunerazione anche meno del 50 per cento assumendosi tutti i costi e rischi della coltivazione.
“Produciamo albicocche e la raccolta dura fino a luglio e questo ci aiuta molto ed è un precisa scelta aziendale – spiega l’imprenditore agricolo molisano -. La strategia è quella di prolungare questa fase in modo da essere presenti sul mercato per un periodo maggiore e coprire tutti i periodi di oscillazione del prezzo. Con le primizie c’è una remunerazione ma poi si scende a picco con il forte aumento dell’offerta di frutta dall’estero. Si riprende il prezzo con le raccolte tardive”.
Il prodotto italiano, secondo gli operatori del comparto, non sempre vince tra i consumatori. Questi non sempre prediligono la qualità italiana. E’ il prezzo che guida le scelte in alcune fasce di acquirenti.
“La Spagna sta facendo una forte concorrenza ai prodotti italiani – ha proseguito Francesco Travaglini -. Noi abbiamo scelto il bio da un punto di vista etico ma anche per riuscire ad ottenere delle gratificazioni sul nostro prodotto: le albicocche. Produciamo anche asparagi la cui produzione è altalenante ma comunque regge il mercato. Quest’anno si prevede una buona annata da un punto di vista produttivo, c’è molta frutta sul mercato e questo potrebbe far scendere il prezzo”.