SalomeBotteri
Andrea Salome

TERMOLI – La politica mi ha sempre affascinato, sin da quando ero adolescente, tra una chiacchierata con gli amici del quartiere e una pescata dalla libreria satura di mio padre.

Poi, dopo una disillusione ventennale, nel 2013 Saverio e Giulio mi hanno fatto riavvicinare alla politica attraverso il MoVimento: un progetto nuovo basato, tra le altre cose, su una nuova idea di comunità, di condivisione dei saperi, di inclusione, un nuovo modo di intendere la politica e la comunità.
Nonostante le resistenze di mia moglie, non posso negarlo, l’idea di poter lasciare in eredità ai miei figli un luogo migliore in cui vivere rispetto a quello che ha trovato la mia generazione è stata il detonatore che ha fatto riesplodere la mia passione. Anni di gioie e dolori, studio intenso, soddisfazioni e grandi delusioni, anni in cui ho incontrato sul mio cammino tantissime persone che mi hanno fatto crescere ed altrettante anonime.
Poi, purtroppo, durante il cammino mi sono reso conto che un sogno è stato tradito:
Si è passati dalla nuova idea di comunità alla comitiva prestata alla politica;
Dall’inclusione all’esclusione;
Dalla proposta alla sola protesta;
Dal bene comune alle logiche personalistiche;
Dall’uno vale uno ma non vale l’altro agli yes-man. 
Purtuttavia ho sentito affermare pilatescamente che “la città di Termoli non è ancora pronta“. 
Eh no cari amici miei! Così è troppo facile, riduttivo! 
Io dico invece che la città non è stata pronta nell’affidare le sue chiavi ad un gruppo ermetico. 
Un gruppo che quando ha avuto l’occasione, vissuta come un pericolo, di accogliere le tante diversità che pur si erano avvicinate, ha preferito chiudersi a riccio.
Eh no cari amici miei! 
La città vi ha sussurrato all’orecchio che non ha bisogno di urlatori dotati di megafono e t-shirts imbarazzanti ma di equilibrio;
La città vi ha sussurrato di non voler accettare rappresentanti che nelle istituzioni trasformeranno la democrazia in “dittatura” così come affermato in un Consiglio comunale da chi il MoVimento lo rappresenta nelle Istituzioni;
MuroCrepaLa città vi ha sussurrato che desidera un nuovo modo di intendere e fare politica (vedi risultati elezioni europee) ma che questo nuovo modo deve pur sempre camminare su delle gambe solide, capaci e competenti (vedi differenza tra elezioni comunali di Campobasso e quelle di Termoli). 
È ora di dire basta alle pantagrueliche autoassoluzioni! 
“Quando su un muro c’è una crepa, è meglio abbatterlo il più presto possibile”
(cit. 
Proverbio cinese)
Andrea Salome