
Nel primo pomeriggio di ieri Scurti si trovava in compagnia di Antonio Di Brino, Capogruppo di Forza Italia, quando sono stati avvicinati proprio da un residente di Difesa Grande che con molta probabilità conosceva Scurti. L’uomo, alla vista dell’esponente di centro sinistra, lo ha iniziato ad apostrafare in malo modo a causa del mancato ritiro nella giornata di ieri dell’umido da parte della Teramo Ambiente. A peggiorare l’ira del termolese, l’arrivo nell’ecocentro comunale di cui il Comune ha dato ampio risalto, senza trovare nessuno.
Con il turno di lavoro che lo attendeva, l’uomo, piuttosto esasperato, non ha potuto sversare la spazzatura differenziata e non sapeva dove conferirla. Un problema che si presenta quasi quotidianamente e per tale motivo la città è sempre più sporta e la spazzatura gettata alla rinfusa in centro come alla periferia abbonda sempre di più.
Lo stesso Scurti, interpellato telefonicamente, ammette che qualcosa non va nel nuovo servizio di igiene attivato dal Comune. La vicenda in ogni caso si è conclusa con la decisione di Scurti e di Di Brino di accompagnare il termolese presso gli uffici comunali e di intercedere affinchè venisse risolta la problematica.
Naturalmente l’episodio è emblematico di un malessere sempre più diffuso e generalizzato rispetto alla differenziata porta a porta che, nonostante i proclami dell’Amministrazione comunale ed il premio star-up assegnato, non “decolla” a distanza di numerosi mesi dall’avvio.
La minoranza comunale sin dall’avvio del servizio di igiene ha dato il via ad una sorta di battaglia a colpi di mozioni ed interpellanza solitamente bocciate dalla maggioranza in consiglio comunale. Ma oggi anche tra le fila del Centro sinistra ci si sta rendendo conto che il sistema non va perfettamente.
Il primo ad aver preso coscienza di questa realtà tanto di dichiararlo pubblicamente e lanciare anche delle accuse al Sindaco è stato il Consigliere Luigi Leone che, con coerenza, ha subìto sottolineato i problemi accaduti nel corso del periodo estivo. Ora anche Franco Scurti ammette, a denti stretti, che: “così non può continuare”.