Dopo l’incontro del 20 febbraio, ufficializzata oggi in Via XXIV Maggio l’adesione dei comitati locali. Il fronte del NO si compatta: “Non è un derby politico, ma la difesa di una giustizia imparziale contro derive autoritarie”.

TERMOLI – Il fronte del NO al referendum sulla Giustizia si consolida sul territorio termolese. Dopo l’importante incontro pubblico tenutosi lo scorso venerdì 20 febbraio presso la sala della Parrocchia del Sacro Cuore, questa mattina, nella sede della Rete della Sinistra in via XXIV Maggio, si è tenuta una nuova conferenza stampa per ufficializzare l’adesione ai comitati territoriali per il NO.
L’iniziativa del 20 febbraio, organizzata da Termoli Bene Comune-Rete della Sinistra e ANPI Termoli, aveva già gettato le basi per una forte presa di coscienza. Moderato dall’avv. Tina Di Michele, l’evento ha ospitato illustri esponenti del Comitato Distretto di Campobasso: il professor Giovanni Carmellino, l’avv. Ugo D’Onofrio, il dottor Giovanni Fiorilli (magistrato e Presidente ANM Molise), il prof. Vincenzo Musacchio e l’avv. Claudio Neri. L’obiettivo condiviso dai comitati è racchiuso nello slogan “GIUSTO DIRE NO!”.
Come sottolineato nel manifesto diffuso dai promotori, in gioco c’è la Costituzione. La riforma Meloni-Nordio viene giudicata inutile – poiché la separazione dei magistrati esiste già nei fatti – e pericolosa, in quanto riduce l’indipendenza della magistratura e indebolisce i controlli sul potere. Il messaggio lanciato ai cittadini in vista del 22 e 23 marzo è netto: questa legge non accelera i processi, non migliora la giustizia, non aumenta il personale, non regolarizza i precari e non tutela i cittadini. Il risultato sarà avere i forti ancora più forti e i deboli ancora più soli.
Durante l’incontro odierno in Via XXIV Maggio, i rappresentanti delle sigle promotrici sono intervenuti per ribadire l’allarme per la tenuta democratica del Paese e lanciare la campagna informativa.
Marcella Stumpo, consigliera comunale di Bene Comune-Rete della Sinistra, ha aperto la conferenza sottolineando l’importanza di una corretta informazione: “Questa breve conferenza stampa è per ufficializzare l’adesione dei comitati territoriali con i quali noi abbiamo già lavorato nel mese scorso… Noi riteniamo di dovervi partecipare attivamente soprattutto con lo scopo di informare i cittadini”. La consigliera ha evidenziato come la riforma nasconda insidie ben più gravi della semplice divisione delle funzioni: “Non si tratta assolutamente né di discutere di separazione delle carriere che riguarda i magistrati nella percentuale risibile tra lo 0,2 e lo 0,5%… parliamo invece dell’approccio assolutamente di impianto accusatorio e dittatoriale che già si capisce nella volontà di istituire un’alta corte disciplinare, che significa che c’è l’intento di punire i magistrati”.
La Stumpo ha poi lanciato un forte allarme sul rischio democratico: “Questo apre la strada inevitabilmente ad uno stato di polizia né più nemmeno, perché nel momento in cui la polizia viene richiamata totalmente sotto l’ala del governo… noi non avremo più alcuna garanzia di giusto processo, non avremo alcuna garanzia di accesso alla difesa per persone meno abbienti, perché sarà una giustizia assolutamente per ricchi”.
E conclude con un accorato appello: “I cittadini devono rendersi conto dei rischi che corre la nostra libertà. Noi pensiamo ai nostri figli, ai nostri nipoti e facciamo un appello al voto ovviamente in direzione NO”.
A seguire, Roberto Carluccio, presidente dell’ANPI Termoli, ha richiamato i valori fondanti della Repubblica e l’importanza della memoria storica per comprendere la gravità delle riforme in atto: “Se volete conoscere la Costituzione dovete andare sulle montagne dove sono morti i nostri giovani. I giovani sono morti e su quei giovani morti è stata fondata la Costituzione”.
l presidente dell’ANPI ha ricordato l’altissimo spessore morale dei Padri Costituenti, denunciando l’attuale tentativo di alterare la Carta fondamentale: “Adesso ci troviamo in una situazione dove in pochissimo tempo e tra l’altro scavalcando completamente il parlamento, si vuole stravolgere la Costituzione… basata sul pilastro della separazione dei poteri”. Ha infine ricordato che il testo costituzionale fu redatto da “persone di spicco di tutti i partiti di tutto l’arco costituzionale tranne i fascisti chiaramente. Ma difatti questa è una costituzione antifascista”.
Infine, Francesco Di Lucia, rappresentante del Comitato Civico per il NO, ha analizzato il contesto sociale e le reali motivazioni dietro la legge: “Questa riforma costituzionale arriva in un momento in cui il paese non aveva assolutamente bisogno di questa riforma perché le priorità sono altre, le priorità di un paese in cui il divario tra ricchi e poveri è sempre più ampio”. Ha quindi esortato i cittadini a difendere una magistratura libera e laica, capace di indagare sui forti poteri, precisando che il tema supera l’attuale contingenza politica: “La separazione delle carriere è solo la foglia di fico dietro cui si nasconde questa gente che di fatto ha grossi interessi… La democrazia è a rischio e con il voto noi la difenderemo”.
La conclusione di Roberto Carluccio è un monito amaro sulle dirette conseguenze di questa riforma sulla vita della gente comune: “Succede che i diritti vengono presi soltanto dalla casta e i doveri vengono buttati sulle spalle dei cittadini”.






















