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L’Italia ha scelto di mantenere l’attuale assetto costituzionale. Lo spoglio delle 61.533 sezioni elettorali ha confermato la vittoria del No, che si attesta al 53,74% su base nazionale, contro il 46,26% dei Sì, fermando il progetto di riforma che prevedeva la separazione delle carriere e l’istituzione dell’Alta Corte disciplinare.

Referendum 2026: un seggio elettorale di Termoli

TERMOLI – Alle 7:00 di domenica 22 marzo i seggi hanno aperto in tutta Italia e chiuderanno alle 23:00. Gli italiani sono chiamati per la quinta volta nella storia repubblicana a pronunciarsi su una modifica alla Costituzione: si vota sulla revisione del Titolo II e del Titolo IVdella Parte II.Si torna alle urne lunedì 23 marzo fino alle 15:00.

Cosa prevede la riforma.
La riforma taglia il nodo più discusso della magistratura italiana: giudici e pubblici ministeri non potranno più passare dall’una all’altra funzione nel corso della carriera. Introduce la separazione delle carriere tra magistrati giudicanti e requirenti, prevede due distinti Consigli Superiori della Magistratura – uno per i giudici, uno per i pm – i cui componenti saranno selezionati per sorteggio, e istituisce un’Alta Corte disciplinare dedicata ai magistrati ordinari.

Il quesito referendario.
Sul tavolo c’è la cosiddetta «Riforma Nordio», la legge costituzionale di iniziativa governativa approvata dal Senato della Repubblica il 30 ottobre 2025 e pubblicata lo stesso giorno in Gazzetta Ufficiale. Non è entrata in vigore perché in Parlamento non ha raggiunto i due terzi dei voti. A quel punto, l’art. 138 della Costituzione ha consegnato la parola ai cittadini. Il testo del quesito, fissato con D.P.R. del 7 febbraio 2026 e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale – Serie Generale n. 31, recita:

Fac-simile scheda Referendum Giustizia 2026
Fac-simile scheda Referendum Giustizia 2026

Come si vota.
Per votare servono documento d’identità valido e tessera elettorale. «SÌ» significa approvare le modifiche alla Costituzione, «NO» significa respingerle. Non è previsto alcun quorum: a differenza dei referendum abrogativi, l’art. 138 non richiede che vada alle urne la maggioranza degli aventi diritto. Vince l’opzione con più voti; le schede bianche e le nulle non entrano nel computo. Non votare non abbassa nessuna soglia — ma riduce il peso di chi vota rispetto al totale.

I quattro referendum che ci hanno preceduto.
Il referendum confermativo è stato usato quattro volte nella storia repubblicana. Il 7 ottobre 2001 si votò per la prima volta sulla riforma del Titolo V, approvata dalla maggioranza di centrosinistra nei governi Prodi, D’Alema e Amato: vinse il con il 64,2% dei voti, con un’affluenza ferma poco oltre il 34%.

Il 25 e 26 giugno 2006 fu bocciata con il 61% di voti contrari la riforma varata dal governo Berlusconi, su ispirazione della Lega di Bossi con Calderoli ministro delle Riforme, detta «devolution»; i votanti raggiunsero il 52%.

Il 4 dicembre 2016 l’affluenza toccò il 65,47% – la più alta mai registrata per un referendum costituzionale – ma la Riforma Renzi-Boschi sul superamento del bicameralismo paritario fu bocciata con oltre il 59% di voti contrari: nella notte tra il 4 e il 5 dicembre, Matteo Renzi annunciò le dimissioni da Presidente del Consiglio.

Il 20 e 21 settembre 2020, nonostante la pandemia da COVID-19, il al taglio dei parlamentari ottenne il 69,96% con un’affluenza del 51,12%: i deputati scesero da 630 a 400, i senatori da 315 a 200. Due vittorie del SÌ, due del NO. Il 2026 è il quinto capitolo.

Gli aventi diritto al voto in Molise.
In Molise gli aventi diritto al voto sono 237.354, di cui 85.659 residenti all’estero. La provincia di Campobasso conta 172.510 elettori, quella di Isernia 64.844. Nei 136 Comuni della regione sono allestite 393 sezioni.

Referendum 2026: un seggio elettorale di Termoli

L’Italia che ha votato fino alle ore 23, lo ha fatto con una partecipazione del 46,07%, sufficiente a disegnare una mappa del Paese divisa, ancora una volta, lungo l’asse Nord-Sud. Al chiudersi dei seggi alle 23:00 di domenica 22 marzo, il dato definitivo fotografa un’Emilia-Romagna in testa con il 53,70%, seguita da Toscana (52,49%) e Lombardia (51,83%). In coda, le solite regioni meridionali: Sicilia al 34,94%, Calabria al 35,70%, Campania al 37,78%.

Referendum Giustizia – Affluenza ore 23 del 22 marzo 2026

Il Molise si colloca in questa seconda metà della classifica, con un 39,78% che lo distanzia di oltre sei punti dalla media nazionale. Le due province si muovono quasi all’unisono: Campobasso chiude al 39,92%, Isernia al 39,43%. Mezzo punto di distanza, niente di più.

Nei tre centri principali il quadro è più incoraggiante. Campobasso raggiunge il 44,54%, il risultato migliore tra i capoluoghi regionali. Termoli si attesta al 43,50%, dopo aver registrato il 13,29% alle ore 12:00 e il 35,67% alle 19:00 — una crescita costante nel corso del pomeriggio. Isernia chiude a 41,16%, partita dal 12,16% di mezzogiorno e salita al 33,99% in serata.

Il dato più sorprendente della giornata arriva però da un comune di poche centinaia di abitanti. Chiauci, in provincia di Isernia, registra il 59,65% di affluenza: il valore più alto dell’intera regione, superiore persino alla media emiliano-romagnola. Nella provincia di Campobasso, il primato spetta invece a Montemitro, con il 52,05%.

All’estremo opposto, Sant’Elena Sannita — sempre in provincia di Isernia — non raggiunge nemmeno il 26%: il 25,75% degli aventi diritto ha messo il voto nell’urna. Meno di uno su quattro.

I seggi rimarranno aperti anche lunedì 23 marzo, dalle ore 7:00 alle 15:00. I dati definitivi, comprensivi del secondo giorno di votazioni, saranno disponibili nel pomeriggio.

Referendum 2026: un seggio elettorale di Termoli

Referendum Riforma della Giustizia: l’affluenza definitiva in Molise è del 54,03%

Dati definitivi delle ore 15:00: Campobasso e Termoli trainano la partecipazione regionale, mentre il dato nazionale sfiora il 59%.

REFERENDUM GIUSTIZIA 22-23 MARZO 2026 – AFFLUENZE-DEFINITIVE-MOLISE

Con la chiusura definitiva dei seggi alle ore 15:00 di lunedì 23 marzo 2026, i dati relativi all’affluenza per il Referendum popolare confermativo della legge costituzionale delineano un quadro di partecipazione consolidata. In Italia, secondo i dati forniti, l’affluenza finale si è attestata al 58,93%

In Molise, la percentuale finale di votanti è stata del 54,03%. Entrando nel dettaglio territoriale delle due province, si registra una partecipazione leggermente superiore nella Provincia di Campobasso, dove ha votato il 54,10% degli aventi diritto. La Provincia di Isernia segue a breve distanza con un’affluenza definitiva del 53,87%.

Analizzando i centri principali della regione, si nota una spinta maggiore al voto nei nuclei urbani:

  • Il Comune di Campobasso ha registrato l’affluenza più alta tra i capoluoghi, con il 58,24%.
  • Il Comune di Termoli ha mostrato una partecipazione molto sostenuta, chiudendo al 57,87%.
  • Il Comune di Isernia ha fatto segnare una percentuale finale del 54,46

L’Italia ha scelto di mantenere l’attuale assetto costituzionale. Lo spoglio delle 61.533 sezioni elettorali ha confermato la vittoria del No, che si attesta al 53,74% su base nazionale, fermando il progetto di riforma che prevedeva la separazione delle carriere e l’istituzione dell’Alta Corte disciplinare.

Giorgia Meloni in piazza Duomo a Termoli
Giorgia Meloni in piazza Duomo a Termoli (foto di archivio)

La partecipazione al voto è stata alta: l’affluenza definitiva si è attestata al 58,93%, un dato che testimonia la centralità del tema nell’opinione pubblica. La Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha commentato l’esito nel tardo pomeriggio: “Gli italiani hanno deciso. E noi rispettiamo questa decisione. Andremo avanti, come abbiamo sempre fatto, con responsabilità, determinazione e rispetto verso il popolo italiano e verso l’Italia”.

Il Molise si allinea sostanzialmente al trend nazionale, pur con uno scarto leggermente più marcato a favore del No (54,70%). All’interno della regione si registrano tuttavia dinamiche diverse: se la Provincia di Isernia ha visto un sostanziale pareggio, nei centri maggiori come Campobasso e Termoli la riforma è stata respinta con percentuali che hanno superato il 58%.

Giuseppe Iglieri

Il portavoce del comitato regionale Società civile per il NOGiuseppe Iglieri, commenta l’esito del voto«Segnale chiaro dai cittadini, difesa l’autonomia della magistratura come presidio di democrazia».

TUTTI I RISULTATI DEFINITIVI
I dati completi nazionali, del Molise, di Campobasso, Isernia e Termoli sono disponibili sul portale istituzionale Eligendo del Ministero dell’Interno.

REFERENDUM GIUSTIZIA 22-23 MARZO 2026 – MOLISE