ROMA _ Si è tenuto in mattinata, presso la sala Europa del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, presieduto dal Ministro Stefania Prestigiacomo, un incontro con i rappresentanti di tutte le regioni italiane al fine di elaborare una proposta condivisa di Governance, in ordine al possibile riassetto delle nuove Autorità di Bacino. Presente per il Molise, su delega del presidente Iorio, l’assessore all’Ambiente Sandro Arco. L’assessore Arco nel suo intervento ha sottolineato la bontà del metodo intrapreso dal ministro Prestigiacomo in ordine al coinvolgimento fattivo delle regioni e si è reso disponibile a concorrere, insieme agli altri presenti, all’individuazione di una proposta nuova, prevedendo cambiamenti al D.L. n° 152, soprattutto evitando ipertrofiche aggregazioni di difficile gestione come ad esempio il distretto idrogeografico dell’Appennino Meridionale comprendente parte del Lazio, Molise, Campania, Puglia, Basilicata e Calabria, tenendo ferma comunque l’intenzione di guardare alla razionalizzazione ed alla ottimizzazione delle risorse in questo preciso ambito.
Al termine dei lavori è emerso che ad oggi sono operative sul territorio nazionale circa 40 Autorità di Bacino di cui sette di rilievo nazionale, di diretta emanazione statale, mentre la restante parte è rappresentata da Autorità di bacino di rilievo interregionale e regionale. Queste ultime sono presenti in più della metà del territorio nazionale e la loro operatività è assicurata attraverso personale dipendente delle stesse Autorità di Bacino interregionali/regionali o comandato dalle Regioni, con costi di funzionamento ad oggi sostenuti interamente dalle amministrazioni regionali. Il D.L.gs 152/2006 ha modificato sostanzialmente l’assetto e le competenze in materia di difesa del suolo e di gestione delle risorse idriche introdotto dalla preesistente normativa, in quanto ha disposto la ripartizione del territorio nazionale in otto Distretti Idrografici, la soppressione delle esistenti Autorità di Bacino ed il trasferimento delle relative funzioni alle Autorità di Distretto.

A queste ultime sono preposti organi di governo in cui è preponderante la rappresentanza ministeriale rispetto a quella delle Regioni. L’incontro promosso dal Ministro dell’Ambiente con i Presidenti delle Regioni è quindi finalizzato all’individuazione di un sistema di Governance dei Distretti Idrografici al fine di consentire l’attivazione dei Distretti Idrografici. A partire dalla proposta del Ministero dell’Ambiente, e in applicazione dei principi di sussidiarietà e leale collaborazione tra lo Stato e le Regioni, le Regioni hanno proposto un sistema di Governance dei Distretti Idrografici che annovera alcune prerogative, ad esempio i Distretti Idrografici sono costituiti dall’insieme delle Autorità di Bacino nazionali, interregionali e regionali attualmente operanti in ciascun ambito distrettuale, e si configura come area di coordinamento delle attività di pianificazione, programmazione e gestione dei sistemi acque e suolo; le Autorità di Bacino nazionali, interregionali e regionali costituiscono nell’ambito del Distretto Idrografico le cosiddette “Autorità competenti”; tra le Autorità competenti è individuata l’Autorità di Bacino con ruolo di coordinamento, al fine di garantire uniformità di obiettivi e contenuti dei Piani di Bacino redatti dalle Autorità di Bacino operanti nel Distretto e di coordinare la tempistica della loro predisposizione.

È ovvio che laddove sia necessaria una riorganizzazione delle Autorità di Bacino operanti sul territorio regionale, le Regioni provvederanno a costituirne nel proprio territorio una soltanto. Il sistema di Governance dei Distretti Idrografici proposto dalle Regioni comporta indubbiamente notevoli vantaggi, quali il far riferimento, senza sopprimerle, a strutture organizzate già operanti nei settori della difesa del suolo e delle risorse idriche, beneficiare del patrimonio conoscitivo e delle esperienze acquisite dalle Autorità di Bacino nazionali, interregionali e regionali, strutture, tra l’altro, in grado di attivare maggiori scambi e sinergie tra tutti i soggetti coinvolti nelle azioni di governo del suolo e delle acque in ambito nazionale, regionale, locale e garantire l’immediata operatività nei Distretti Idrografici per la disponibilità di strutture già organizzate dal punto di vista delle risorse umane, organizzative e finanziarie, evitando costi aggiuntivi a carico delle finanze dello Stato, in quanto le spese di gestione delle strutture delle Autorità di Bacino interregionali e regionali esistenti continuerebbero ad essere sostenute dalle Regioni.

“Si evidenziato, a margine della proposta da noi presentata, ha riferito Arco, l’opportunità di dotare il Distretto Idrografico di un’“Autorità di Governo” che svolga un ruolo attivo di raccordo tra le politiche statali e quelle regionali nelle materie della difesa del suolo e della pianificazione e gestione delle risorse idriche. Tale Autorità potrebbe prevedere la diretta partecipazione dei Presidenti delle Regioni presenti in ciascun Distretto Idrografico e del Ministero dell’Ambiente in rappresentanza delle prerogative dello Stato, così da mantenere sempre ferme le identità e le esigenze territoriali. Sulla base di queste proposte saranno organizzati a cura del Ministero una serie di incontri che nel giro di qualche mese dovrebbero portare alla definitiva scelta del Governo.