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Pozzo Dolce Termoli

TERMOLI – «In questi giorni si susseguono sulla stampa articoli relativi al famigerato Progetto Tunnel e alla querelle tra l’Amministrazione attuale e la ditta De Francesco. È stato scritto di tutto e di più, con molte inesattezze e illazioni che forse vale la pena affrontare e chiarire. Tanto più che su questo tema Termoli Bene Comune-Rete della Sinistra ha sempre agito con forza, dentro e fuori il Consiglio Comunale, per contrastare la distruzione del costone di Pozzo Dolce a totale e unico beneficio di un privato. Possiamo dunque parlare con cognizione di causa.

Le altisonanti minacce della De Francesco appaiono francamente ben poco fondate, perché è noto a tutti che la mancata realizzazione del progetto non è dovuta a colpe del Comune, e anche il mancato inizio delle procedure dopo la sentenza del Consiglio di Stato non potrà essere considerato silenzio -impedimento, e non costituirebbe quindi causa di risarcimento, poiché tale principio non è applicabile alle pubbliche amministrazioni. Ciò è stato affermato con chiarezza nei due procedimenti simili che hanno coinvolto nel recente passato l’Amministrazione termolese, quello della revoca del progetto di finanza del cimitero e quello del contenzioso con la ditta Nidaco: è noto che in tutti e due i casi, dalle caratteristiche quasi identiche al nostro, i ricorrenti non hanno ricevuto quasi nulla delle altissime cifre richieste come risarcimento.

La De Francesco potrà al massimo, nell’ipotetica situazione a lei più favorevole, richiedere il pagamento delle spese di progettazione; né può invocare responsabilità precontrattuali del comune, considerato che già il progetto inizialmente messo a gara differiva da quello ritenuto dalla Regione meritevole di finanziamento pubblico (i famosi 5 milioni!), in quanto comprendeva tutta la parte di edilizia privata non presente nel progetto approvato in Regione. Quello di cui si parla ora, poi, è ancora più differente.

Allo stesso modo risulta fallace l’affermazione che recedendo dal progetto di finanza si rischierebbe di perdere 10.000.000 di fondi pubblici: si mette erroneamente insieme il primo finanziamento di 5 milioni, che il sindaco Roberti ha chiesto di spostare sul parcheggio multipiano di Piazza Donatori di Sangue (dunque non più disponibili), e il secondo, chiesto al Ministero per la riqualificazione urbana di Pozzo Dolce: ma il progetto di riqualificazione è diverso dal progetto originario di De Francesco, dunque l’iter è da ricominciare integralmente.

Sostenere tra l’altro che il Consiglio di Stato nella sua sentenza abbia riconosciuto corretta l’aggiudicazione del progetto tunnel è assolutamente non conforme al vero: il Consiglio si è limitato ad annullare la sentenza del TAR, non riconoscendo al Comitato No Tunnel i requisiti di soggetto esponenziale legittimato a ricorrere in giudizio. Cosa ben diversa dal riconoscimento di aggiudicazione. E come detto più sopra, anche una eventuale aggiudicazione per il primo progetto ( Grande Scempio) non ha alcun valore ora per la rigenerazione urbana. Giuridicamente non esiste la trasmigrazione di un’aggiudicazione da un progetto ad un altro.

Impossibile qui ripercorrere tutte le tappe di una vicenda lunga e complessa: come Termoli Bene Comune-Rete della Sinistra ci limitiamo a ricordare che sin dal 2019, appena insediata l’amministrazione Roberti, chiedemmo la revoca in autotutela del progetto, proprio per evitare ambiguità e situazioni lasciate colpevolmente in sospeso. Senza naturalmente essere ascoltati. Quando a marzo 2024 iniziarono le voci di richieste da parte della ditta De Francesco e si parlò di possibili accordi, mettemmo subito in chiaro che non si poteva ripartire come se nulla fosse con un progetto del tutto modificato, e insieme alla Consigliera Daniela De Caro presentammo una mozione per ottenere un parere di precontenzioso dall’Anac,che svolge gratuitamente questo tipo di consulenza per i comuni. Anche stavolta la risposta dell’amministrazione fu negativa.

Ci tocca ripetere ancora una volta che la revoca tempestiva in autotutela avrebbe consentito di risparmiare ai cittadini questo “braccio di ferro”, nonché i soldi pubblici necessari a pagare ad un legale esterno il parere che si poteva avere gratuitamente dall’Anac un anno fa, e che si dice si voglia chiedere ora.

Resta il fatto che le pretese della ditta Di Francesco sembrano poggiare su basi estremamente fragili: chiediamo quindi al sindaco Balice (e ci auguriamo davvero che lo faccia, avendo ricevuto da lui ampie rassicurazioni in tal senso) di procedere per Pozzo Dolce nella direzione di un intervento non distruttivo e orientato alla fruizione pubblica di verde e bellezza, senza cemento e senza speculazioni: sarebbe il giusto risarcimento dovuto ad un luogo che è anche luogo della memoria storica, avendo visto tanto degrado, tanta solitudine e solo un anno fa il dramma atroce che ha scosso le coscienze di tanti cittadini».

Termoli Bene Comune-Rete della Sinistra