La vicenda, si ricorderà, attiene al ricorso inizialmente proposto da Ugo Sciarretta, il quale ricorreva contro il Comune chiedendo di essere reintegrato nelle funzioni di comando della Polizia Municipale; il Giudice del Lavoro, pur disattendendo la domanda del ricorrente tesa ad ottenere il ripristino della precedente posizione organizzativa, ordinava al Comune di Termoli la cessazione di quella che veniva definita la “condotta di demansionamento ed isolamento” che sarebbe stata posta in essere nei confronti del ricorrente. Nei confronti di questa decisione il Comune di Termoli, assistito dall’avvocato Rosa Maria Mauri, ha proposto il 2 maggio 2013 un reclamo contro questo provvedimento, lamentando in particolare che il giudice di primo grado aveva “.. errato ..”, nell’accogliere, sia pure in parte, il richiesto provvedimento cautelare, atteso che in realtà non sussistevano i presupposti per la sua concessione, in particolare dovendosi ritenere l’insussistenza del cosiddetto “fumus bonis iuris”.
“Si tratta di un provvedimento che ristabilisce la verità dei fatti – ha dichiarato il Sindaco Basso Antonio Di Brino – e che restituisce onorabilità all’Amministrazione comunale, al sottoscritto, al Segretario comunale dott. D’Anello e all’intera struttura municipale. Resta infatti indelebile nella mia memoria quanto detto nella conferenza stampa organizzata dagli avvocati difensori di Sciarretta e quanto riportato negli articoli giornalistici che seguirono la vicenda, i quali riferirono, peraltro in maniera parziale ed unilaterale, vicende tutt’altro che persecutorie.
Il pronunciamento del Tribunale di Larino lava in un sol colpo la valanga di fango e di sospetti che è stata riversata ingiustamente su questa Amministrazione, nella speranza che si ponga la parola fine all’intera vicenda e che tutti tornino a lavorare con impegno e disponibilità, nell’interesse del bene comune e della collettività termolese”.