TERMOLI – “Apprendo con stupore la notizia dell’avvio del progetto per la perforazione di tre nuovi pozzi di idrocarburi liquidi sulla concessione attuale denominata “Rospo mare”. Ci siamo battuti in passato e continueremo a farlo adesso: la nostra costa non si tocca” lapidario il commento del candidato sindaco Paolo Marinucci alla volontà del governo nazionale di far ripartire il progetto per le trivellazioni in mare Adriatico.

“Da consigliere comunale mi sono adoperato con tutti i mezzi necessari, insieme ai colleghi abruzzesi, per fermare lo scempio e tutti i danni derivanti dalle trivellazioni in mare. Poco più di un anno fa partecipammo infatti alla manifestazione organizzata a Pescara per fermare il progetto Ombrina Mare e, se il governo non presterà attenzione alle nostre richieste, saremo di nuovo in piazza o davanti i cancelli dei ministeri competenti a gridare con forza le nostre ragioni”.

Il mare per Termoli è una risorsa fondamentale: per il turismo e per la pesca. E non possiamo permettere che vengano a usurpare il nostro territorio, a violentarlo con trivelle e sversamenti che comporterebbero un grave danno alla popolazione e non solo quella termolese”. “Da candidato sindaco e, sono sicuro, da primo cittadino, non permetterò che il nostro mare, il diamante della regione, diventi la più piccola delle pietre della nostra nazione”.

1 commento

  1. Verità
    Ingegner Marinucci, considerata la legislazione vigente in materia, le pongo una sola domanda: come intende fare per scongiurare la realizzazione dei pozzi? Le ricordo che, quando si è opposizione, basta protestare e magari a voce alta ma, quando si deve governare, è tutt’altra cosa. Per il resto, buon lavoro