Unanime, da parte di esponenti e dirigenti delle coalizioni e delle liste di ogni schieramento, è stata la preoccupazione sulla bassa affluenza alle urne. Qualche perplessità su queste dichiarate preoccupazioni mi viene, non vorrei che siano lacrime di coccodrillo; penso che nel cuor e nella mente i dirigenti si preoccupano non tanto di quanti vanno a votare ma soprattutto di poter controllare e captare i voti di quelli, se pur pochi, che vanno a votare.
E’ tangibile la disaffezione della gente alla politica che oggi sembra incapace di svolgere il ruolo nobile di programma e sviluppo per il bene comune e dimostra solamente un forte personalismo. I dirigenti politici oggi, sembrano interessarsi poco dei problemi reali dei cittadini: le aziende produttive, di commercio e servizi in crisi di commesse, la disoccupazione, la cassa integrazione, l’impossibilità di poter pagare i mutui, la mancanza di futuro dei giovani che oggi non hanno altra scelta che abbandonare il proprio territorio, ecc. Nel nostro Molise, sin dal rinnovo del Consiglio Provinciale di Isernia, e a seguire quello del Comune di Campobasso, di Termoli e ultimo quello della Provincia di Campobasso, i dirigenti del centrodestra, per affrontare e vincere le competizioni elettorali, hanno rivolto l’attenzione maggiore ad individuare soprattutto la strategia vincente da adottare. Ed ecco il proliferare, nelle citate competizioni elettorali, di liste e candidati con lo scopo essenziale se non unico di raccattare quanto più possibile voti e raggiungere puntualmente la vittoria prefissa.
Si potrà dire che il centrodestra ultimamente si interessa poco di politica con la “P” maiuscola pur di raggiungere la vittoria elettorale, e che il centrosinistra si è dimostrato incapace di fare sia politica che strategie. Nelle ultime elezioni provinciali abbiamo avuto la presenza di 28 liste con oltre 500 candidati per soli 20 seggi disponibili. Tra gli eletti la quasi totalità sono sindaci, assessori, consiglieri attualmente in carica nei comuni, altri sono ex amministratori, come pure tra i primi dei non eletti nella maggior parte delle liste. Abilmente il centrodestra, al potere per la maggior parte dei Comuni, ha inserito nelle liste amministratori in carica ed ex amministratori dei vari comuni con criterio “scientifico”, anche nella scelta delle liste dove collocare i candidati. Le liste che non hanno avuto la possibilità di candidare, soprattutto nei piccoli Comuni dove è facile concentrare l’elettorato, amministratori in carica hanno avuto risultati poco soddisfacenti senza raggiungere il quorum per un seggio. La strategia adottata dal centrodestra è risultata indubbiamente vincente con De Matteis che ha raccolto oltre 65.000 voti con la sua schiera di candidati.
Mi sorge un dubbio e pongo una domanda: siamo certi che i voti raccolti da un “plotone” di candidati sono anche consensi delle scelte politiche e amministrative attuate dai nostri amministratori nei vari enti negli ultimi anni? I centri del Basso Molise, in particolar modo Termoli e Larino, non sono stati tanto benevoli verso lo schieramento del Presidente De Matteis. Forse perché da diverso tempo questo territorio soffre maggiormente la scarsa attenzione della classe dirigente attualmente al comando? Per le prossime elezione Regionali di novembre, è auspicabile che le energie vengano impiegate maggiormente per individuare i problemi che interessano i cittadini e prospettare le giuste soluzioni per un riequilibrio del territorio, per lo sviluppo e il bene di tutti, e solo l’ausilio di una strategia basata non sulla quantità di liste e candidati bensì sulla qualità degli stessi, ripristinando così il vero valore del voto che sarà sicuramente anche espressione di consenso.
Nicola Felice