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Il Portavoce regionale del Molise di Tutti, Cristiano Di Pietro, comunica che gli avvocati Antonio Di Pietro e Claudio Belli hanno depositato, presso la sezione II del Tribunale di Roma, le richieste di risarcimento danni per i cittadini di Montenero di Bisaccia e di Petacciato che aderirono alla class action per l’interruzione del servizio idrico verificatosi durante le festività natalizie a cavallo tra il 2010 e il 2011.
Nello specifico, è stata chiesta la condanna dei due Comuni e dell’Azienda speciale Molise Acque nonché delle due compagnie assicurative (AIG Europe e Lloyd’s di Londra), al pagamento, in favore di ogni aderente, di euro 420 per danno patrimoniale ed euro 500 per danno non patrimoniale da per l’inadempimento contrattuale riconducibile alla mancata fruizione dell’acqua a fini potabili e ad uso domestico. E’ stata fatta inoltre richiesta di restituzione integrale ai cittadini degli importi già pagati nei mesi di dicembre 2010 e gennaio 2011. I due avvocati hanno chiesto, inoltre, per ogni aderente, il pagamento di euro 1.000 a titolo di danno non patrimoniale extra-contrattuale. In seguito alla richiesta, i giudici del collegio capitolino hanno concesso quaranta giorni alla parti in causa per memorie conclusive da depositare prima della decisione definitiva.
“Dopo un lungo iter giudiziario – ha dichiarato il Vice Presidente del Consiglio regionale Cristiano Di Pietro – eccoci finalmente giunti alle battute finali. Siamo fiduciosi che una sentenza a noi favorevole possa arrivare in tempi brevi, così da poter dare una risposta con la R maiuscola a quei numerosi cittadini che hanno creduto in noi”.
“Si tratta di una pronuncia di grande rilevanza collettiva i cui principi, in caso di esito positivo del giudizio, potranno essere estesi a tanti casi e situazioni analoghe in tutto il Paese” – ha aggiunto Claudio Belli, patrocinatore della controversia – “Un esito positivo del giudizio aprirebbe, infatti, degli spazi di tutela inediti per tanti cittadini che, senza lo strumento della class action, hanno subito, in questi anni, fenomeni intollerabili di inquinamento e la beffa di dover pagare egualmente il canone idrico. In ogni caso– – va rilevato che, al di là del valore economico della controversia, la forza di questo tipo di azioni è la valenza deterrente che esse assumono in funzione di tutela degli interessi e della salute della generalità dei cittadini”.