
Con il supporto dello Studio legale Iacovino, l’organizzazione ha scritto all’Autorità anticorruzione, alla Corte dei Conti e ai Vertici aziendali, segnalando un primo pacchetto di circa 170 nomi di esterni e, chiedendo, all’interno e all’esterno dell’Azienda, di verificare se siano state rispettate le direttive aziendali per la contrattualizzazione degli stessi. Un altro esposto è stato presentato, per le stesse motivazioni, anche dall’associazione “Rai Bene Comune indignerai” con l’assistenza dello stesso avvocato molisano. “La Rai durante l’attuale gestione ha deciso di rinunciare al job posting per l’area artistico/editoriale lasciando pieno potere alle direzioni di Rete – si legge in una nota dell’associazione -, alle società di produzione e ai manager degli artisti che impongono in piena libertà il loro “pacchetto chiuso” in cui l’azienda si limita solo a fare la ripresa tv senza aver nessun titolo e voce sul prodotto realizzato”.










