
“Il fenomeno più inquietante, purtroppo in continua crescita, resta però l’impressionante invasione delle “reste”, le reti di plastica utilizzate negli allevamenti di cozze, rinvenute a migliaia e migliaia sulla spiaggia, segnale inequivocabile della consuetudine, da parte degli operatori del settore, di gettarle in mare aperto dopo l’utilizzo; un fenomeno già ripetutamente denunciato alle autorità competenti, ma che inspiegabilmente non vede nel tempo alcuna regressione, eppure gli allevamenti di mitili sono immediatamente di fronte alle spiagge termolesi e non è certo ipotizzabile che una tale quantità di reste possano provenire da chissà dove
– hanno continuato -. Peraltro questi rifiuti, oltre a deturpare il paesaggio, costituiscono anche una gravissima minaccia per la fauna ittica, in particolare per i cetacei che spesso restano vittime di questi materiali che vengono ingeriti perché erroneamente scambiati per cibo. Non a caso, tra i tanti rifiuti recuperati, è stata rinvenuta anche una carcassa di un bell’esemplare di tartaruga “caretta caretta”.










