Tre serate di musica, incontri, mostre, workshop e jam session: grande partecipazione da tutto il territorio. Il direttore artistico Luca Ciarla: “Abbiamo riacceso una storia importante e il pubblico ha risposto con un entusiasmo straordinario”.

TERMOLI – Si è chiusa con un bilancio estremamente positivo la nuova edizione del Termoli Jazz Podium, lo storico festival nato nel 2000 per volontà di Lino Lapenna e tornato a vivere dopo oltre vent’anni con la direzione artistica del violinista e compositore Luca Ciarla.
Dal 23 al 25 agosto, il Teatro Verde del Parco Comunale di Termoli ha accolto quasi 2.000 presenze complessivenelle tre giornate di programmazione, confermando la grande voglia di jazz e di cultura del pubblico molisano e non solo. Un pubblico arrivato da un’area molto ampia, da Vasto fino al Gargano, con numerosi spettatori che hanno scelto di seguire il festival per più serate e alcuni che hanno partecipato a tutte e tre le giornate.
A rendere particolarmente significativo il risultato è stata anche la partecipazione alle jam session finali, diventate ogni sera un vero e proprio punto d’incontro tra musicisti e pubblico. Sul palco laterale allestito nell’area del festival si sono alternati professionisti, giovani musicisti e appassionati, con repertori jazz e non solo, trasformando le ore successive ai concerti in una vera festa collettiva della musica.
“È difficile chiedere di più a questa prima edizione” – commenta il direttore artistico Luca Ciarla –. “Abbiamo voluto far rinascere il Termoli Jazz Podium nel rispetto della sua storia, ma guardando soprattutto al futuro, dando spazio a grandi musicisti, giovani talenti, nuove produzioni e alla partecipazione del territorio. Vedere il Teatro Verde riempirsi, incontrare persone arrivate da località diverse e soprattutto vedere tanti musicisti salire spontaneamente sul palco durante le jam session è stata una soddisfazione enorme”.
Le tre serate del Termoli Jazz Podium hanno portato sul palco del Teatro Verde un programma di grande qualità, alternando protagonisti della scena jazz italiana e internazionale, giovani talenti e progetti capaci di attraversare linguaggi e culture diverse.
Ad aprire il festival è stato Daniele Di Bonaventura, straordinario interprete e raffinato ricercatore sonoro, che con il suo bandoneón ha costruito un concerto intenso e suggestivo, sospeso tra jazz, improvvisazione e musica popolare. A seguire, uno dei momenti più attesi dell’intera rassegna: Chris Collins & The Hurricane Trio. Il grande sassofonista, compositore e docente statunitense ha portato a Termoli la forza, l’eleganza e la straordinaria energia della tradizione jazz americana, in un concerto ricco di interplay e improvvisazione. Al suo fianco Roberto Mattei al contrabbasso, Lorenzo Blardone al pianoforte e Massimiliano Salina alla batteria, protagonisti insieme a Collins di una performance trascinante e di altissimo livello.
La seconda serata ha confermato la volontà del festival di esplorare le nuove frontiere del jazz. Ava Alami & Vittorio Esposito hanno proposto un originale incontro tra voce, pianoforte, jazz ed elettronica, intrecciando sonorità mediterranee e influenze della tradizione iraniana in un progetto personale e contemporaneo. A seguire, il Federico Rondolini Trio, con Federico Rondolini alla chitarra, Valerio Ruperto al basso e Joshua Frau alla batteria, ha regalato al pubblico un concerto energico e ricco di dialoghi musicali, confermando la vitalità della nuova scena jazz italiana.
La terza serata si è aperta con Daniele Cordisco, protagonista di un’esibizione di grande eleganza, sensibilità e intensità, per poi culminare nell’atteso concerto del Dimitri Monstein Ensemble feat. Fany Kammerlander. Dimitri Monstein, Fany Kammerlander, Mischa Podstransky e Robert Pachaly hanno portato sul palco un progetto di respiro internazionale, caratterizzato da ricerca, interplay e improvvisazione, in un originale dialogo tra jazz, musica classica e minimalismo. Un concerto ricco di atmosfere e suggestioni che ha regalato al pubblico una conclusione intensa, raffinata e coinvolgente.
Un viaggio musicale che, in tre serate, ha attraversato tradizione e innovazione, jazz americano ed europeo, nuove generazioni e grandi interpreti, confermando la vocazione del Termoli Jazz Podium a proporre musica di qualità e a creare occasioni di incontro tra artisti, pubblico e territorio. Accanto ai concerti, il festival ha proposto anche momenti di formazione con i workshop di Chris Collins e Dimitri Monstein, offrendo a musicisti e appassionati l’opportunità di confrontarsi direttamente con artisti di esperienza internazionale.
Particolarmente significativo è stato il Premio Lino Lapenna, istituito per ricordare il fondatore del Termoli Jazz Podium e sostenere le nuove generazioni del jazz. Il riconoscimento è stato assegnato alla giovane cantante Ava Alami, protagonista della seconda serata. A rappresentare la famiglia Lapenna è stato Claudio Lapenna, in una serata che ha unito memoria e futuro e riaffermato il legame profondo tra la storia del festival e le nuove generazioni del jazz.
“Lino aveva avuto la capacità di intuire, più di venticinque anni fa, quanto il jazz potesse rappresentare per Termoli un’occasione di apertura, confronto e crescita culturale” – sottolinea Ciarla –. “Ripartire oggi da quella intuizione significa non soltanto ricordare ciò che è stato, ma costruire qualcosa di nuovo”.
A completare il programma è stata la mostra “MILES, ASSOLO A FUMETTI” di Lucio Ruvidotti, dedicata a Miles Davis in occasione del centenario della nascita del leggendario trombettista. L’esposizione ha accompagnato le tre serate offrendo al pubblico un ulteriore percorso tra musica e arti visive. Un altro elemento particolarmente significativo della manifestazione è stato il progetto socio-inclusivo realizzato grazie alla collaborazione tra i ragazzi del Rifugio del Parco, il bar del Teatro Verde, e i ragazzi dell’associazione Ark21 & More. La loro partecipazione attiva al festival ha dimostrato concretamente come un evento culturale possa diventare anche uno spazio di partecipazione, autonomia, socialità e inclusione.
La rinascita del Termoli Jazz Podium è stata resa possibile anche grazie alla collaborazione con Adri|Art, realtà culturale promotrice di numerosi progetti dedicati alla musica e alla valorizzazione del territorio, e con I-Jazz, l’associazione nazionale che riunisce oltre ottanta festival jazz italiani e che rappresenta un importante punto di riferimento per la promozione e lo sviluppo del jazz in Italia. Preziosa anche la collaborazione con Pro Helvetia, fondazione svizzera per la cultura, che ha contribuito alla presenza a Termoli di artisti della scena jazzistica svizzera e internazionale, rafforzando la dimensione europea e internazionale del festival. Queste collaborazioni si inseriscono nella volontà di costruire un festival capace di coniugare radicamento territoriale e apertura internazionale, mettendo Termoli in dialogo con una rete sempre più ampia di artisti, istituzioni e realtà culturali.
Il successo del Termoli Jazz Podium è stato possibile grazie a una grande squadra. Un sentito ringraziamento va al Vice Sindaco e Assessore alla Cultura del Comune di Termoli, Michele Barile, e a Pierluigi Pannacchione, per il prezioso lavoro e la collaborazione nell’ambito del Comune di Termoli; alla Fondazione MillenniuM, nelle persone di Daniela Merlo e Antonio Valente, per il fondamentale supporto al Teatro Verde.
Un grazie speciale ai ragazzi del Rifugio del Parco e dell’associazione Ark21 & More, protagonisti del progetto socio-inclusivo che ha accompagnato il festival, e ai fotografi Davide Di Lalla ed Elena Vizzoca, per averne raccontato con i loro scatti emozioni e protagonisti. Grazie inoltre a Pasquale D’Ambrosio – D&S Service, Stefano Perugini per l’audio di palco, Antonio Pastore per le luci e Francesco Apolloni – StudioSuono, per il prezioso lavoro tecnico. Un ringraziamento particolare va infine allo staff della Violipiano, Vanessa Kezia Terracciano, Ludovico Saolini, e ai volontari Gerardo Morano e Milo Ciarla – per la passione, la professionalità e l’impegno con cui hanno contribuito alla realizzazione del festival.
A tutti loro, ai musicisti, ai volontari, ai collaboratori e soprattutto al pubblico che ha riempito il Teatro Verde e partecipato alle jam session, va il nostro più sincero grazie.
“Il Termoli Jazz Podium non è semplicemente tornato” – conclude Luca Ciarla –. “È tornato a essere un luogo di incontro. Questo, per me, è il risultato più importante. Abbiamo visto il pubblico ascoltare, i giovani partecipare ai workshop, gli artisti confrontarsi, ragazzi impegnati in un progetto di inclusione e, alla fine dei concerti, musicisti diversi ritrovarsi insieme sul palco. È questa l’energia da cui vogliamo ripartire. E se tutto questo è stato possibile, è grazie a una squadra straordinaria”.
Dopo il successo di questa edizione, l’obiettivo è dunque quello di proseguire il percorso di rinascita del Termoli Jazz Podium, consolidando il festival come appuntamento culturale di riferimento per Termoli, il Molise e l’intera costa adriatica, nel segno della musica, della formazione, dell’inclusione e dell’incontro tra generazioni e culture.




























































