Ancora senza esito le ricerche del corpo di Domenico Racanati. Il Procuratore Elvira Antonelli illustra il cronoprogramma degli interventi in sinergia con ANAS e Vigili del Fuoco per l’accertamento delle cause del disastro.

«PROCURA DELLA REPUBBLICA PRESSO IL TRIBUNALE LARINO

Attese le richieste provenienti dalla Stampa, di aggiornamento sul procedimento penale afferente al ponte del fiume Trigno nel crollo del quale in data 02.04.2026 perse la vita RACANATI Domenico; considerato che le richieste pervengono a seguito delle operazioni compiute nei giorni scorsi nella zona adiacente al ponte sul fiume Trigno al fine del rinvenimento del cadavere del medesimo RACANATI, che sono risultate negative; atteso che ricorre l’interesse pubblico alla conoscenza delle notizie, trattandosi di caso che ha destato allarme sociale in ordine al crollo su arteria viaria strategica per la Regione Molise e per la viabilità nazionale, soprattutto in seguito al decesso di un utente della strada all’epoca dello stesso; COMUNICA quanto segue.

Questa mattina presso la Procura della Repubblica si è svolto un incontro tra i Magistrati interessati al caso, il coordinatore della struttura commissariale ANAS per la ricostruzione del ponte, coadiuvato da un ingegnere e da un geologo di fiducia, i CT della Procura e i rappresentanti del C.do Prov.le dei Vigili del Fuoco, finalizzato all’esame della progettualità prevista dall’ANAS per la rimozione controllata delle macerie del ponte sul fiume Trigno e alla indicazione sul cronoprogramma dei lavori.

Si è giunti alla seguente conclusione: i lavori da eseguire, ingenti, consisteranno nella rimozione controllata degli impalcati, delle pile e delle strutture di fondazione dell’intero viadotto, mediante utilizzo di mezzi meccanici robotizzati per la segmentazione degli elementi in cemento armato, e la successiva movimentazione con gru e mezzi di trasporto di elevata potenza. Considerato che l’alveo del fiume è profondo nella zona del crollo dei piloni interessati e che i lavori dovranno essere eseguiti in sicurezza a tutela delle maestranze e dei mezzi da impiegare, si prevede la deviazione del corso d’acqua a mezzo di strutture provvisorie, “ture”, protette da massi di grande diametro.

È allo studio l’eventuale, alternativa, possibilità di sollevamento delle campate del ponte crollate, reso particolarmente difficile, e non privo di pericoli, dalla distanza delle sponde del fiume rispetto al luogo dell’intervento, che richiederebbe dispiegamento di mezzi particolarmente sofisticati.

Quanto al cronoprogramma, si prevede: – la cantierizzazione dell’area entro metà novembre 2026, dovendosi acquisire le necessarie autorizzazioni e predisporre i mezzi indispensabili; – il dragaggio completo dell’area interessata entro giugno 2027; – la rimozione delle campate crollate per agosto 2027.

Il dissequestro dell’area interessata da parte della Procura della Repubblica sarà temporaneo per consentire gli interventi; sarà definitivo con la rimozione delle campate crollate.

L’attività di CT della Procura della Repubblica è strettamente legata ai tempi di rimozione delle macerie e consisterà nella acquisizione di elementi materiali e tecnici delle fondazioni e delle pile del ponte interessate dal crollo per accertarne le cause.

Da una stima attuale, il costo delle operazioni di rimozione delle campate si aggirerebbe attorno al milione di euro, quello di rimozione dell’intero viadotto attorno ai 6,5 milioni di euro.

Il Procuratore della Repubblica
Elvira Antonelli»