Dopo il 2-2 dei tempi regolamentari, i giallorossi s’impongono con il risultato finale di 7-5 ai rigori e avanzano in Coppa Italia.

Termoli-Atletico Ascoli Coppa Italia 2026

LARINO – Prima vera prova per il Termoli Calcio contro l’arcigno Atletico Ascoli, nella partita di Coppa Italia a eliminazione diretta. Sotto un caldo torrido nello stadio di Larino e a porte chiuse – data l’indisponibilità del “Gino Cannarsa” per lavori in corso – la squadra di Esposito, ormai quasi al completo, dovrà vedersela con una compagine di livello.

Il primo tempo parte con ritmi non esaltanti, anche a causa delle temperature canicolari, ma le squadre non si risparmiano e lottano coraggiosamente. I giallorossi di Esposito, infatti, sono concentrati e ordinati in campo, ma per gran parte della prima frazione di gioco le azioni si concentrano maggiormente a centrocampo. La prima vera occasione a rete è per il Termoli, dopo la mezz’ora, a seguito di una mischia in area, dopo la battuta di un corner spunta una insidiosa conclusione che lambisce il palo della porta difesa dall’estremo difensore piceno Zagaglia. Il primo tempo si chiude senza grossi sussulti e con un sostanziale equilibrio in campo.

Il secondo tempo sembra un po’ più vivace, forse anche grazie ad un ammasso nuvoloso che oscura il sole ed abbassa sensibilmente le temperature. Gli ascolani paiono un po’ più intraprendenti, dopo un primo tempo sottotono. Ma è il Termoli, dopo appena 4 minuti dal fisco di avvio, a trovare la strada del gol grazie a Croce che, dopo azione insistita dei giallorossi, mette la zampata giusta in area e porta i giallorossi in vantaggio.

A questo punto, il Termoli forse si adagia un po’ troppo sugli allori e i marchigiani crescono in campo. Al 63’ minuto, su calcio di punizione dalla tre quarti, è Bianchimano in area a incornare in diagonale la sfera e spedendola verso la porta, un difensore del Termoli tenta di murare la conclusione, ma ne fuoriesce un beffardo autogol a cui nulla può il bravo portiere Vandelli. L’Ascoli riporta così il risultato in equilibrio sull’1 a 1.

Passano appena un paio di minuti ed è ancora Bianchimano a concludere in area su un lungo traversone, Vandelli è pronto a stendersi e respingere la sfera, ma non abbastanza lontana, dove arriva Maio e realizza il sorpasso per i marchigiani. Il risultato in due minuti è così ribaltato in favore dell’Ascoli. Ma le emozioni sono tutt’altro che finite.

Esposito opera alcuni cambi e inserisce dentro Iasevoli e il neoacquisto Tedesco, mantenendo un assetto offensivo alla squadra, che infatti non demorde. Dopo una buona occasione di Colabella, arriva all’84’ minuto il gol di Iasevoli che riceve un bel traversone di Tracchia e di testa scavalca il portiere marchigiano. La partita si porta nuovamente in parità e il risultato non cambierà fino al triplice fischio finale dell’arbitro, il signor Cardarulo della sezione di Bari, che indicherà così la strada dei rigori per decidere il passaggio al turno successivo di Coppa Italia.

I rigori sono sempre una lotteria, ma i cinque battitori del Termoli non sbagliano un colpo e realizzano freddamente tutti i tiri piazzati (Tedesco, Iasevoli, Tracchia, Remy e Colabella). Per l’Atletico Ascoli, invece, sbaglierà Nonni, condannando i piceni all’esclusione.

Continua la corsa per il Termoli in Coppa Italia, ma molto più significativo è il giudizio complessivo sulla compagine imbastita da Raffaele Esposito, che risulta decisamente positivo. La squadra ha dimostrato carattere in campo ed ha saputo reagire quando necessario.

Domenica prossima ci sarà la trasferta allo Stadio Gran Sasso contro L’Aquila: sarà il vero “battesimo del fuoco” della nuova stagione per il Termoli Calcio; si parte, infatti, con una delle compagini più blasonate e competitive del girone, dichiaratamente in corsa per la promozione in Lega PRO.

Ultima nota dolente è la vicenda dello Stadio Comunale Cannarsa, ad oggi, dopo mesi di inattività, risulta bloccato dai lavori in corso e non si sa ancora in che tempi sarà nuovamente agibile. Certamente, non gioverà alla squadra disputare partite casalinghe in campi lontani o in strutture inadeguate a “porte chiuse”, senza il supporto della propria tifoseria e del proprio pubblico, che spesso fa la differenza nel morale della squadra e può risultare decisivo.