Il progetto di “riqualificazione” tra evidenti contraddizioni, “interventi propagandistici” e palese sciatteria.

TERMOLI – «È davvero molto interessante come questa amministrazione comunale, dopo aver celebrato panchine e paletti stradali, voglia adesso pensare di passare alla storia con un opera che a loro dire cambierà la vita di Noi cittadini, tanto da dedicarla finanche al Popolo, non proprio sovrano, poiché neppure questo intervento è passato per il vaglio referendario, tanto sbandierato come metodo in analoga circostanza.

Infatti, pochi giorni addietro è stato presentato il progetto di “riqualificazione” di piazza Sant’ Antonio e di Pozzo Dolce, definendolo come un intervento architettonico di valenza quasi mondiale.

Esso però nasconde una serie di evidenti “interventi propagandistici” ed una palese sciatteria financo nelle slide di presentazione, realizzate probabilmente con “l’intelligenza artificiale” (ma utilizzata con poco senso biologico!), a testimonianza dell’immenso lavoro confusionario profuso nel progetto.

Tra le più evidenti contraddizioni di questo “progetto mondiale” ne riscontriamo le seguenti:

1° – L’autorimessa di piazza Sant’Antonio non è interrata, tanto che è stato necessario rialzare parte della superficie della piazza, forse per far risparmiare le spese di scavo agli “amici”, tenuto altresì conto del “modesto” valore economico del finanziamento.

2° – I posti auto passano magicamente da 94 a 145 mischiando le mele con le pere ossia aggiungendo al conteggio dei soli 54 posti semi-interrati i posti di Pozzo Dolce e dei magici 34 posti “armoniosamente” distribuiti in superficie (eventualmente aumentabili!!!), con la conseguenza che le macchine in piazza restano.

3° – Pozzo Dolce chiuso da decenni per le infiltrazioni d’acqua e per le scarse altezze diventerà magicamente a norma e non potendo toccare i solai si pensa di risolvere i problemi forse con un po’ di intonaco e tanta fantasia.

4° – Ma vi è un ultimo aspetto, quello più importante: ma come ci si arriva a questo mini garage? Imposto probabilmente dalla sovraintendenza l’ingresso di Via Oliviero, stante che quello originariamente previsto su via Roma era palesemente uno scempio, ebbene anche in questa ipotesi non cambia il classico tragitto ossia: via Roma – Piazza sant’Antonio – Via Sannitica.

Se anche si prevedesse di invertire il senso di marcia di via Oliviero resta comunque un dato incontrovertibile: con questo progetto si pone una pietra tombale sulla pedonalizzazione di via Roma che dovrà in ogni caso restare sempre aperta al traffico per accedere a detto garagino.

In definitiva, da questa opera propugnata come Rivoluzionaria e dedicata – bisogna ammetterlo, con un certo sforzo ideologico da parte una amministrazione di destra – al Popolo, alla fine dei lavori non avremo altro che la solita operuccia reazionaria, utile forse agli “amici del calcestruzzo” a costo presente e futuro, e questo è vero, della sola popolazione cittadina.

Simone Coscia
Un eterodosso iscritto al PD