Alla fine della via principale della città e a pochi passi da Piazza Sant’Antonio, la facciata storica riprodotta su tela copre la vecchia struttura abbandonata del “Pidocchietto”.

TERMOLI – Un imponente telone è apparso da ieri sulle vecchie mura dell’ex Cinema Adriatico di Termoli, nel tentativo di mascherare l’avanzato degrado in cui versa lo stabile. Situato nel cuore pulsante della città, l’edificio è noto a tutti semplicemente come “Pidocchietto“.
Nella tradizione popolare, questo appellativo veniva affettuosamente riservato ai cinema di seconda visione, molto economici e frequentatissimi. Il nomignolo nasceva dalla scherzosa – e un tempo realistica – credenza che, a causa del sovraffollamento, della scarsa manutenzione e delle vecchie sedute, ci fosse il forte rischio di “prendersi i pidocchi”.
La struttura vanta radici antiche, avendo compiuto proprio quest’anno 170 anni. L’edificio fu infatti eretto nel 1856 originariamente come imponente granaio per volere del senatore Costanzo Norante, prima di essere riadattato nel corso del Novecento. Battezzato “Adriatico” dal proprietario Rocco Orlante per via dell’affaccio sul lungomare, il locale è stato per decenni il fulcro dell’intrattenimento popolare termolese. Oltre a proiettare pellicole di grande richiamo emotivo e avventuroso, la sala riuscì a ospitare compagnie teatrali del calibro di Macario e dei fratelli Maggio.
Il declino iniziò negli anni Cinquanta, quando subì la schiacciante concorrenza del Cinema “Moderno”, un locale con oltre mille posti costruito dai fratelli Limongi, capace di attrarre le masse con i grandi kolossal internazionali. Seguirono decenni di lenta agonia fino alla chiusura definitiva, avvenuta oltre trent’anni fa.
Oggi l’amaro epilogo di questa vicenda: un maxi telo per coprire la mancata rinascita del vecchio cinema nell’emblema di una città che, pur possedendo potenzialità turistiche e paesaggistiche invidiabili, resta ingabbiata nell’incuria, frenata da un insano provincialismo e da una rassegnazione che le impediscono di progettare un futuro all’altezza della sua storia.





































