Presidio al Mercato Ittico nel primo giorno di sciopero nazionale. Il sindaco Balice con i pescatori, domani attesi Roberti e Micone. Verlengia e Marinucci: “Uscire in perdita non è più possibile”.

Porto di Termoli, 22 ottobre 2026 – Caro Gasolio, sciopero Pescherecci

TERMOLI – Incrocia le braccia anche la flotta peschereccia di Termoli per protestare contro l’insostenibile rincaro del carburante che non concede alcuna tregua alle imprese marittime. Nella mattinata di oggi è scattato ufficialmente il presidio della categoria nei pressi del Mercato Ittico, in concomitanza con i due giorni di astensione dall’attività di pesca a cui hanno aderito cinquanta marinerie italiane. Un fronte comune di mobilitazione che attende per la giornata di domani l’arrivo al porto del presidente della Regione Molise, Francesco Roberti, e dell’assessore regionale alle Attività Produttive e alla Pesca, Salvatore Micone. Fin dalle prime ore della protesta, il sindaco di Termoli Nicola Balice, accompagnato dall’assessora comunale alle Attività Produttive Giovanna Peduto e dal consigliere comunale Vincenzo Sabella, si è schierato al fianco degli operatori del mare, raccogliendo le ragioni di un comparto che, se lo scenario economico non dovesse mutare rapidamente, sarà presto costretto ad alzare bandiera bianca davanti ai costi proibitivi del gasolio.

“Sono anni che Comune e istituzioni sono vicini agli armatori – ha dichiarato il Sindaco Nicola Balice – perché il settore pesca soffre ormai da troppo tempo. Oggi ci troviamo in una situazione particolare e drammatica in quanto il caro carburante e le regole rigide che arrivano dall’Europa rendono la situazione più difficile mettendo a rischio la sopravvivenza del comparto. Queste persone non ce la fanno più, tornano a terra la sera e sono sempre perdite perché il costo del gasolio, personale e altre situazioni che interessano i pescherecci provocano pregiudizi e il pesce che vendono non riesce più a soddisfare esigenze personali e delle imprese della pesca. Il governo nazionale deve trovare almeno il sistema per attenuare questa situazione drammatica. Noi come istituzioni siamo vicini da sempre e richiamiamo l’attenzione sul comparto, la pesca per Termoli è linfa vitale. Termoli deve continuare a vivere con il mare”.

L’esasperazione degli equipaggi e delle aziende ittiche emerge in tutta la sua gravità nelle dichiarazioni video raccolte durante il presidio in porto, dove è intervenuta per prima Fulvia Verlengia, armatrice di Termoli e vicepresidente della Federazione Pescatori Molisani:

“Sono Fulvia Verlengia, armatore di Termoli di pescherecci e vicepresidente della Federazione Pescatori Molisani. Oggi siamo qua in presidio e in astensione dalle nostre attività a malincuore, perché il caro gasolio purtroppo non ci permette più di portare avanti le nostre aziende. La situazione sta diventando sempre più complicata, anche perché non veniamo da una crisi nata adesso a febbraio del 2026 con Hormuz, ma arriviamo da tre crisi precedenti che sono partite dal 2009, sono proseguite con il Covid, si sono aggravate con l’Ucraina e Hormuz oggi ci ha dato il colpo di grazia. Chiediamo interventi strutturali immediati al nostro Governo, sapendo perfettamente che non hanno la bacchetta magica, ma alcuni interventi potrebbero essere fatti in maniera veloce. Tutto bene tutti gli aiuti che vogliono mettere in campo, ma oggi ci sono delle regole di ingaggio che non permettono al 90% delle aziende di poter accedere a questi aiuti, a partire dai DURC e DURF non in ordine, a partire da eventuali verbali o comunque sanzioni che alcune barche possono aver preso: tutto ciò impedisce il sostentamento e impedisce l’agevolazione che il Governo ci potrebbe dare. Oggi confidiamo in questo consiglio di urgenza che è stato indetto dai nostri rappresentanti; speriamo bene, altrimenti la situazione ci costringe a restare ancora attaccati alla banchina, perché uscire in perdita non è più possibile”.

A seguire, Paola Marinucci, presidente dell’Associazione Armatori Pesca del Molise:

“Oggi, come tutte le marinerie d’Italia, ci siamo fermati dall’attività di pesca, abbiamo manifestato pacificamente e abbiamo fatto un incontro davanti al Mercato Ittico. È stato presente il Sindaco, che ci ha mostrato la sua solidarietà perché altro purtroppo non può fare, con la presenza della nuova assessora alle Attività Produttive che si occupa appunto del mercato, Giovanna Peduto, e del consigliere Sabella, che ci hanno mostrato la loro solidarietà. Adesso stiamo procedendo a una raccolta dei rifiuti sulle banchine e quindi ringraziamo anche il settore Ambiente che ci ha fornito la possibilità di fare questa raccolta. Saremo fermi anche domani, aspettiamo la visita del presidente della Regione Molise. Siamo disperati, il gasolio oggi costa 1,40 euro e oltretutto non ce n’è, però ci hanno già detto che quando arriva costerà 1,40 euro. Abbiamo bisogno di tutto l’aiuto possibile: il Governo sta mettendo in atto dei provvedimenti, ma ci servirebbe qualcosa di più immediato; diciamo che ci servirebbe una bella busta di soldi per poter pagare le cose che abbiamo da pagare. Il fermo è durato fino al 30 di settembre; dal 30 di settembre a oggi in tutto abbiamo fatto sei giorni e mezzo di pesca, quindi avendo il prezzo del gasolio alle stelle non sappiamo come dobbiamo fare, e c’è il rischio quindi che la settimana prossima faremo un altro fermo”.

Nel corso dell’assemblea mattutina, davanti a tutti i rappresentanti di categoria, la stessa presidente dell’Associazione Armatori Pesca del Molise, Paola Marinucci, ha inoltre dato lettura del lungo decalogo di “sopravvivenza” trasmesso ufficialmente lo scorso 19 ottobre 2026 dalla sede di Piazza dei Pescatori a Termoli al Presidente della Giunta Regionale Francesco Roberti e all’Assessore alla Pesca produttiva ed acquacoltura Salvatore Micone, avente per oggetto l’astensione dall’attività di pesca nei giorni 22 e 23 ottobre 2026 e l’invito a prendere parte all’incontro con i pescatori. Nel testo della lettera inviata alla Regione Molise si legge:

“Egregio Presidente, Egregio Assessore, la marineria molisana, insieme alle altre marinerie d’Italia, ha proclamato l’astensione dall’attività di pesca per i giorni 22 e 23 ottobre per discutere dell’attuale crisi economica e sociale che sta colpendo il settore della Pesca Italiana derivante dalla crisi bellica nell’Est Europa ed in Medio Oriente che da ormai 3 anni sta colpendo duramente le imprese di pesca mettendole ormai in ginocchio. Pur comprendendo gli sforzi e le buone intenzioni messe in atto dall’attuale Governo Italiano (in particolar modo dal MASAF) e dalla Regione Molise che mai come in passato sono vicine alle imprese di pesca, ciò non basta, vogliamo fornire il nostro contributo per affrontare l’attuale crisi economica e manifestare alla società civile e ai media il malcontento e la disperazione in corso. Innanzitutto Vi chiediamo di manifestare la vostra vicinanza al settore della pesca partecipando ad un momento di incontro con la marineria molisana previsto presso il Mercato Ittico di Termoli i giorni 22 e 23 ottobre in un orario a voi gradito che ci vorrete comunicare. Vi preghiamo inoltre di sensibilizzare il tavolo della Conferenza Stato-Regioni, indetta proprio per il 22 ottobre seppur per altri ordini del giorno, a portare avanti le proposte avanzate al MASAF nel documento congiunto e sottoscritto da 43 marinerie italiane già trasmesso al Ministro Lollobrigida e al Sottosegretario La Pietra”.

Nello specifico, all’interno del documento programmatico, la marineria molisana chiede di portare avanti le seguenti dieci tematiche discusse nei recenti incontri di categoria:

  1. Prorogare fino al 31 dicembre 2026 ovvero fino al termine della crisi il credito di imposta;
  2. Modificare i criteri del Bando c.d. “IRAN” per il ristoro alle imprese di pesca, aumentando il fattore “K” e autorizzando la possibilità a procedere all’ammissibilità delle domande di aiuto anche in condizioni di DURC e DURF irregolari, prevedendo altresì l’istituto della compensazione. Si evidenzia inoltre la necessità di rivedere il periodo emergenziale preso a riferimento per il calcolo di aiuti che deve iniziare almeno dal primo sensibile aumento del gasolio avvenuto con l’inizio della guerra in Ucraina e non in Iran;
  3. Convocazione di un urgente tavolo, con la partecipazione specifica dei pescatori ed armatori, per la revisione profonda del sistema di tracciamento del log-book affinché venga semplificato il più possibile nel rispetto delle normative UE di tracciabilità del pescato;
  4. Sospensione per le imprese di pesca dei pagamenti dei mutui in essere, dei finanziamenti e operazioni di leasing in essere fino al 31 dicembre 2026 ovvero fino al termine della crisi; la sospensione temporanea dei versamenti fiscali e contributivi per le imprese della pesca fino al 31 dicembre 2026; la sospensione delle attività di riscossione (cartelle di pagamento, procedure esecutive, avvisi di accertamento) per il medesimo periodo;
  5. Ripristino degli sgravi ex L. 30/98 nelle percentuali di cui all’originaria previsione dell’articolo 11 della Legge 23 dicembre 2000, n. 388, con possibilità di recuperare gli arretrati dal mese di marzo 2026;
  6. Applicazione di un tetto del prezzo massimo del gasolio alla pompa anche per i pescherecci in modo da renderlo un costo fisso e conosciuto;
  7. Rivedere i periodi di fermo pesca e le relative misure tecniche in Italia per Compartimenti Marittimi ovvero specifico per i diversi areali di pesca basandosi su nuovi studi, sui risultati e sull’esperienza diretta;
  8. Riconoscere il premio per l’arresto temporaneo dell’attività di pesca a tutte le imprese che hanno effettuato il fermo biologico, in quanto realmente effettuato, ovvero a riconoscere ogni aiuto economico a prescindere della presenza o meno di infrazioni commesse che prevedono già pagamenti elevati e sospensioni relative;
  9. Prevedere nelle nuove programmazioni di ammodernamento della flotta la possibilità di sostituire le vecchie unità a seguito di dismissione con nuove unità realizzate con materiali più sicuri (ad esempio l’acciaio che oltre a offrire un’elevata resistenza a trazione potrà essere al 100% riciclato al termine dell’attività senza la perdita delle sue capacità strutturali) e con sistemi tecnologici più avanzati, e prevedendo altresì un premio per il ricambio generazionale;
  10. Avviare la tutela dei marittimi imbarcati con una sorta di cassa integrazione speciale ai lavoratori dipendenti e agli armatori imbarcati per le giornate di fermo pesca che si andranno ad effettuare.