Tra le finalità vi è anche quella di dare attuazione al trasferimento di risorse idriche che dovrà basarsi sull’etica ambientale, sociale ed economica e dovrà essere inquadrato nel Piano di Gestione Acque del Distretto dell’Appennino Meridionale basandosi sulla: · sostenibilità idrologica e idrogeologica; · sostenibilità ambientale; · sostenibilità sociale; · sostenibilità economica. Dopo una lunga discussione sulla tematica, i partecipanti hanno quindi messo a punto un documento, che è stato recepito dalle sette Regioni, e che verrà firmato nei prossimi giorni dai vari Presidenti. Il Documento è finalizzato all’attuazione di una strategia sulla politica sostenibile della risorsa idrica afferente il territorio dell’Appennino Meridionale.
“Questa iniziativa –ha sottolineato il Presidente Iorio- non è solo una forma di federalismo solidale, ma è anche un primo elemento significativo per l’attuazione di una strategia comune finalizzata alla razionalizzazione dell’uso di un bene tanto limitato e prezioso come l’acqua”. Nella bozza di documento licenziato dal tavolo istituzionale viene enunciata la volontà delle sette regioni di:
– pianificare l’utilizzo della risorsa idrica esistente e dei trasferimenti al fine di assicurare il superamento del deficit di approvvigionamento;
– la costruzione di uno strumento tecnico informatizzato comune per la conoscenza:
a. della circolazione idrica sotterranea, delle funzioni degli invasi, delle portate superficiali disponibili in relazione agli andamenti stagionali e ciclici ed in relazione agli usi attuali e futuri;
b. di flussi finanziari dei servizi idrici, irrigui ed industriali, della copertura dei costi e delle previsioni di spesa nel breve, medio e lungo termine;
– analizzare e valutare, non solo gli aspetti economici, ma, attraverso una metodologia multicriteriale, le alternative di pianificazione; – fornire un indirizzo programmatorio per sopperire al deficit idrico;
– di addivenire ad un unico Accordo di Programma per la regolamentazione dei trasferimenti idrici al fine di avere un dispositivo istituzionale di grande forza innovatrice che pone a base della politica “idrica” dell’Italia meridionale la concertazione e l’unitarietà tra le sette Regioni;
– di avvalersi del supporto tecnico istituzionale del Distretto Idrografico dell’Appennino Meridionale, considerato, tra l’altro, l’impegno assunto tra l’Autorità di Bacino dei fiumi Liri Garigliano e Volturno e le Regioni in sede di redazione ed adozione del c.d. Piano di gestione Acque.