MONTENERO DI BISACCIA _ L’Italia dei Valori continua ad incassare il consenso dei cittadini molisani con la sua raccolta firme per il referendum sull’attuale legge elettorale e per la proposta di iniziativa popolare di abolizione delle province. Soddisfatto Cristiano Di Pietro, impegnato da giorni ormai sulle piazze molisane: “abbiamo un ottimo riscontro da parte dei cittadini per questa iniziativa. In 4 giorni abbiamo toccato già dieci comuni e raccolto un buon numero di adesioni”.

Nel pomeriggio di domani, 8 settembre l’IdV sarà presente con i suoi gazebo a Campodipietra e Ripalimosani, mentre in serata, Cristiano Di Pietro e l’on. Anita Di Giuseppe organizzeranno la raccolta firme lungo il Corso principale di Castelmauro, in occasione della festa di Santa Maria della Salute. Per informazioni su date e luoghi dei banchetti IdV sarà possibile consultare i siti web www.dipietromolise.it oppure www.cristianodipietro.it

Articolo precedenteIl Presidente della Provincia De Matteis domani a convegno su destino province italiane
Articolo successivoRiunito a Campobasso Consiglio Uprom. Eletto Colagiovanni come Presidente

2 Commenti

  1. favorevole
    caro cristiano apprezzo le tue volonta’ per l’abolizione delle provincie pero’ lo dovevi fare cinque anni fa non ora che non ne fai piu’ parte, ora cerca di diminuire lo stipendio dei consiglieri regionali a 3000 euro al mese dimostra a tutti che sieti diversi voi dell’idv un saluto sergio zanni

  2. l’esperienza conta
    evidentemente l’esperienza fatta in provincia gli ha dato la diretta consapevolezza sulla sua inutilità. Comunque,è l’intero pacchetto della riduzione dei costi della politica quello che conta. E’ davvero impensabile che si possano concepire indennità di 10, 15, 20.000 euro al mese per sedere in un consiglio regionale. Questo è inaccettabile. Qual’è il valore aggiunto che giustifica tali somme? Quale produzione politica, quale impegno che non sia la banale frequentazione di un consesso, il più delle volte senza neanche leggere le norme che si discutono, lasciamo stare quelle di riferimento nazionale o europeo. Allora ben venga la lotta a questi sprechi e il ridimensionamento degli stipendi a livelli di un normale professionista di 8° o 9° livello. Forse qualcosa in più di 3000 euro, diciamo 4, vanno bene anche 5000. Ma un euro in più vuol dire sprecarli. Ad ogni buon conto non possiamo che apprezzare Di Pietro e company per aver messo il problema nell’agenda sia nazionale che regionale.