Si fa giustizia di un atto di arroganza politica e di pessima amministrazione che, lungi dal programmare una rete scolastica adeguata alle esigenze del territorio provinciale e nella quale operatori scolastici, studenti e famiglie potessero vedere tutelati i loro diritti essenziali ed i loro legittimi interessi, consegnava ai molisani un piano mediocre, pasticciato ed incoerente con il quadro normativo vigente, funzionale solo ad interessi particolari o localistici.
Il punto fondamentale è che, finalmente e sia pure in sede giudiziaria, si chiariscono i ruoli di tutte le istituzioni coinvolte, si ripristinano le competenze inequivocabilmente assegnate dalla legge, si disegna l’iter corretto da seguire, restituendo, in definitiva, dignità e rispetto al lavoro di ciascuno, nell’interesse superiore della collettività. Dunque, l’annullamento degli atti disposto dal TAR impone alla Regione Molise di riaprire il procedimento e l’auspicio è che venga responsabilmente colta l’opportunità di un diverso metodo di concertazione e condivisione delle scelte, al fine di realizzare un piano di dimensionamento della rete scolastica adeguato alle esigenze dell’utenza e degli operatori e che costituisca un pilastro importante del sistema formativo complessivo.
Alla scuola ed alle famiglie molisane, infatti, serve molto di più che conservare, sempre che ne sussistano le condizioni, l’autonomia organizzativa; serve che le autonomie scolastiche abbiano le risorse, umane e finanziare, per funzionare al meglio ed offrire un servizio di alta qualità in un territorio già abbastanza depresso dal punto di vista economico e dello sviluppo; serve un progetto complessivo che investa massicciamente sulle nuove generazioni, anche e soprattutto attraverso un sistema educativo/formativo che diventi punta di diamante della crescita della nostra regione.
Annamaria Macchiarola