Per Astore con il proprio operato il politico bresciano rilanciò il popolarismo e richiamò i cattolici alle origini del partito compiendo uno sforzo massimo nel tentare di ridare alla Dc un ruolo centrale nella politica italiana. Al di là dell’apparenza cupa e triste Martinazzoli era uomo del fare, uomo dalle soluzioni concrete e proteso al bene comune, uomo che non perse mai la speranza di raggiungere gli obiettivi prefissi, un uomo che Indro Montanelli ha definito il miglior ministro di giustizia che l’Italia abbia avuto. “In un periodo come quello attuale in cui la politica è scaduta moralmente, in cui prevale un edonismo sfrenato, un individualismo illimitato negli interessi, un nepotismo nei comportamenti, in cui predominano partiti personali e non fondati sui valori, in cui il trasversalismo e i ribaltoni sono all’ordine del giorno -per il Senatore molisano- è fondamentale tornare all’insegnamento di Martinazzoli”.
L’esponente di Partecipazione democratica ha evidenziato da molisano di aver cognizione di causa: “nella mia Regione è stata addirittura necessaria una legge per bloccare i ribaltoni, tant’è che oggi si vota un esponente di centrodestra candidato in un’altra coalizione ” ribadendo quindi la necessità di dare nuove regole ed un nuovo valore culturale alla politica”. “Noi cattolici oggi abbiamo il dovere, non di rifare vecchie forme di partito che forse la storia si è portato via, ma di ridiscutere tra di noi e di rafforzare fortemente la nostra presenza nella politica italiana “. Questa è la speranza che lui ci ha lasciato – ha concluso Astore – questo è il ricordo che io amo rievocare oggi in quest’Aula”.
Sen. Giuseppe Astore