DiBa chiude il suo intervento recitando la poesia di Manzoni: “Marzo 1821” sul riscatto italiano e risorgimento.
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Alessandro Di Battista in piazza Duomo (video e galleria Foto)
TERMOLI – Al grido di «onestà, onestà», la piazza di Termoli stracolma di gente, circa 2 mila persone, ha accolto l’arrivo in moto di Beppe Grillo e dei parlamentari del Movimento 5 Stelle Alessandro Di Battista e Luigi Di Maio. Un arrivo trionfale quello del comico-politico, accolto con un lungo applauso scrosciante dal pubblico e lui, come miglior tradizione,  non si è risparmiato sul palco tra risate, battute e politica in un mix che ha scatenato l’entusiasmo della gente, assiepata davanti alla Cattedrale. 
Non è rimasto “immune” dal suo discorso nemmeno il Vescovo di Termoli, Gianfranco De Luca che si è affacciato alla finestra dopo aver sentito più di un “vaffa”.

Ad aprire le “danze”, intorno alle 21.30, ci ha pensato il vice presidente della Camera dei Deputati Luigi Di Maio che, salito sul palco, ha subito alzato il tiro parlando di costi della politica e vitalizi sottolineando che il Movimento ha risparmiato:“Riempiamo le piazze e ci censurano, non ne parla nessuno. Voglio dirvi solo una cosa: vi stanno fregando. Come se non bastasse vi stanno fregando perché in questa riforma costituzionale l’unica cosa che sarà sicura sono i vostri privilegi. Verificate anche le cose che vi sto dicendo io, verificate prima di decidere ma verificate. In questa riforma c’è una cosa che a me non va giù. Si dice che i problemi dell’Italia saranno risolti con un senato in cui non siederanno i senatori ma ci saranno i consiglieri regionali ed i sindaci con immunità parlamentare che si faranno chiamare senatori. Ed a quel senato noi dovremmo andare a chiedere il permesso di modificare la costituzione. Io vi faccio solo una domanda: anche se noi dovessimo andare al Governo con questa riforma e decidere per esempio di abolire l’immunità parlamentare. Noi dovremmo andare a chiedere ai nuovi senatori se vogliono togliersi l’immunità parlamentare. Lo faranno mai? E allora votate no, vi prego, altrimenti non potremo mai più farlo. Noi vogliamo rifondare l’Italia sul merito perché prima del lavoro viene la meritocrazia altrimenti anche il lavoro non è giusto. Per rifondare l’Italia sul merito abbiamo bisogno prima di tutto di eliminare le iniquità sociali, dobbiamo cominciare dai politici. Se sbaglia, un cittadino qualunque va in galera, allo stesso modo un politico che sbaglia deve andare in galera. Se dovessimo andare al Governo di questo paese e lo deciderete voi, allora decideremo di eliminare l’immunità parlamentare ma ci dovete dare il potere di farlo. Se fate passare con il si questa riforma non potremo mai più farlo”. 

La serata è poi proseguita con l’intervento di Alessandro Di Battista che con la sua moto sta girando l’Italia nell’ambito del tour: “Costituzione Coast to Coast” per diffondere i motivi del “no” alla riforma costituzionale del Governo Renzi. Di Battista è entrato subito nel merito attaccando a testa bassa il Premier Renzi, il Ministro Boschi, il Partito Democratico minoranza compresa, la stessa stampa nazionale tacciata di censure tra cui Caltagirone senza risparmiare nemmeno lo sport con Montezemolo. Ha poi proseguito infuocando le polemiche contro l’ex Presidente della Repubblica Napolitano che da oltre 60 anni è in politica ed il senatore Caridi: “che anche da “galeotto” continua a intascare lo “stipendio”. 

Mesi fa ho pensato: o passiamo l’estate a lamentarci, a scrivere su Facebook che è una vergogna o ci rimbocchiamo le maniche, magari giriamo l’Italia per spiegare le ragioni del No al referendum. Questo non è un comizio politico, è una piazza di riscatto, di cittadini che non abbassano più la testa. Entriamo nell’ottica che con competenza, dedizione, con lo studio e l’umiltà possiamo cambiare questo Paese – ha detto il deputato -. Ho sentito il bisogno di uscire dal ‘Palazzo’ che è fatto per staccarti dalla realtà. La corruzione parte dalla testa e arriva al portafogli. Se ti stacchi dalla realtà e ti senti migliore dei cittadini, cominci a corromperti e forse sbagliamo anche noi quando trattiamo i parlamentari come grandi personaggi, invece sono semplici dipendenti del popolo italiano. I privilegi sono come la droga, per questo noi giriamo le piazze senza intermediari, senza barriere, senza scorta. Se fossero venuti Renzi o la Boschi sarebbe pieno di forze dell’ordine. Stasera ci sono solo tre poliziotti e tre carabinieri perché loro sanno che quando si riunisce un popolo del genere i ladri sono altrove. Questa è una marea che fa paura al potere costituito. Ogni persona presente in piazza è una goccia di sudore sulla fronte di Renzi. Non possiamo permettere a questo governo di cambiare la Costituzione. È vero che tolgono alcuni senatori, ma di fatto ci tolgono il diritto a votarli”. Poi la chiusura: “A me non interessa la carriera politica ma quella come essere umano. È l’estate più bella della mia vita perché mi sto stancando ma sto incontrando tanta gente che non molla. Preferisco un cittadino che non vota 5 Stelle ma ci aiuta in un progetto ad un elettore che poi incrocia le braccia e resta a guardare”.

Infine lo show di Beppe Grillo che ha preso la parola alla fine ed ha subito ricordato Casaleggio: “Lui era umano. Ci siamo incontrati e lui mi ha detto: Grillo dobbiamo fare qualcosa e io gli ho detto si”. Ha poi proseguito parlando di Democrazia, di Costituzione, di finanza e del Bosone di Higgs provocando anche la reazione del Vescovo di Termoli-Larino, Mons. De Luca che si è affacciato dalla finestra, situata di fronte al palco dove stava parlando. “Siamo al cambiamento totale di sistema. Oggi il capitalismo lo chiamano mercato – ha detto – che è lo pseudonimo del capitalismo, non funziona più. Ha prodotto un disastro nel 2008 e ne sta producendo un altro fra qualche anno. Stanno di nuovo inserendo delle situazioni finanziarie che esploderanno tra due o tre anni. Adesso non si compra più la casa, si compra un’opzione di casa. Tu vendi casa tua, io prendo un’opzione di casa tua per l’80 per cento del valore della casa, ti do’ un tot di rate in un anno però la casa rimane tua, non c’è nessun contratto. Poi prendo queste rate le metto in fondo, le vendo a tre volte il suo valore, e le faccio circolare nel mondo finanziario dentro un fondo. Tu hai preso dei soldi e rimani proprietario della casa, io ti ho dato dei soldi che ho triplicato, finché gira il sistema, quando imploderà imploderà e ci sarà sempre qualcuno che rimarrà lì a 90 gradi che lo prenderà nel culo. Vescovo, abbia pazienza“.

Adesso noi dobbiamo passare a un’altra fase. La fase della rabbia ce la teniamo, l’abbiamo passata e dobbiamo votare non in base alla nostra intelligenza, perché non ne abbiamo più, non significa più niente: possiamo votare solo in base alla nostra rabbia, al livello di rabbia. Guardate la vostra rabbia dentro”. Beppe Grillo invitava la folla a votare “No” al referendum costituzionale.   “Se siete qua siete dei disadattati – ha proseguito -, siete dei falliti ed io sono il più fallito di tutti, sono quello che urlava e le mie idee non hanno fatto niente se non esplodere nella mia testa. Io non so più chi sono: sono un politico, sono un comico, sono amico di questo che gridava prima, non so chi sono. Io mi aggiro per la mia vita, per il mondo come una prostituta senza marciapiede. Non so dove mettermi”.Per il politico, il Movimento 5 Stelle è un’arca. “Questo movimento è un’arca, è l’arca per i disadattati, per i disgraziati. Noè ha fatto l’arca ed ha cominciato a costruire quando non pioveva. Lo capite la vita che ha fatto la famiglia di Noè. C’era il sole, la moglie diceva: mio marito è impazzito ma lui sapeva che prima o poi l’arca l’avrebbe costruita. Ecco perché abbiamo fatto questa cosa qua: per farvi entrare piano piano e possibilmente non farvi riprodurre”.

Grillo ha chiuso il suo intervento citando i “padri” di PayPall, dell’aereo fotovoltaico e di Netflix: “Non c’è niente di impossibile. Se sei cocciuto non c’è l’impossibile”.

Terminato l’intervento ha scattato molte foto sul palco insieme a Di Battista e Di Maio lasciandosi cadere anche all’indietro sulla folla che li ha sostenuti. In chiusura sono risaliti in moto lasciando la piazza per rientrare a casa di un attivista locale che li ha ospitati a casa. Ad accoglierli al loro arrivo in città ieri pomeriggio, la madre del giovane che gli ha subito offerto dei fichi freschi e frullati di frutta. 

Prima di Grillo, Di Battista e Di Maio, sul palco di Termoli ci è salita la consigliera regionale Patrizia Manzo che ha attaccato l’attuale amministrazione comunale sulla negazione del referendum consultivo sul tunnel chiesto da 3 mila persone che hanno firmato una petizione. La stessa ha tuonato contro l’attuale “dibattito pubblico” organizzato dal Comune, una iniziativa che non garantisce la libertà di espressione e la volontà dei cittadini sull’opera.