Giuseppe Caterina
COLLE D’ANCHISE _ “Chi non ricorda la straordinaria interpretazione che il bravo Gigi Proietti, agli inizi della sua carriera, faceva di Leopoldo Fregoli, celebre attore e maestro di trasformazioni?”. È questo il riferimento che Giuseppe Caterina, già coordinatore regionale dell’Italia dei Valori Molise, fa riferendosi alle dichiarazioni di Michele Iorio nell’ambito della convention da lui stesso organizzata qualche giorno fa alla Piana dei Mulini. “Sono quasi vent’anni – ricorda Caterina – che Michele Iorio cavalca e dirige la politica molisana e che, con ogni mezzo, continua a governare questa regione.

Ora, nel momento più critico della sua carriera e della politica in generale, nel momento in cui i sondaggi rivelano il crollo della fiducia dei cittadini nei partiti, ha dato vita, attraverso il chiacchieratissimo incontro di Colle d’Anchise, ad una nuova fase di trasformismo. Un’ operazione che sa di mutazione genetica da parte di Iorio, uomo politico per eccellenza che ha costruito tutto quello che è – sottolinea – proprio sul delicatissimo gioco di mediazione politica e partitica. Ebbene, oggi, quell’uomo si dice pronto a buttare tutto all’aria, a sparigliare le carte, a dimenticare coalizioni e partiti in nome di un nuovo modo di intendere il rapporto tra politico e cittadino.

E così – continua l’esponente IdV – pur di rimanere in piedi, cavalca l’onda del movimentismo nel tentativo, per nulla credibile, di costruirsi una nuova immagine. Il presidente è alla ricerca affannosa di una verginità politica che non può più avere e che, soprattutto, non si addice al ruolo che fino ad ora ha ricoperto. Ma come puoi pensare, caro Iorio – conclude Caterina – di essere credibile? Proprio tu che sei stato artefice di quella rete di potere e di quel sistema di clientele che ha soffocato il Molise per anni? Credi davvero possa bastare un prato verde e una polo informale perché i cittadini si lascino nuovamente affascinare da questa tua ultima eclatante spregiudicatezza politica? A me sembra che tu non stia proponendo nulla di nuovo. Anzi, dimostri ancora una volta di voler difendere ad oltranza i vecchi modelli e le vecchie strutture senza preoccuparti di offrire qualcosa di diverso e davvero utile ad una società profondamente cambiata”.

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