TERMOLI _ Si avverte nel Paese un diffuso clima di incertezza, di confusione , di rabbia. Ed è un clima che rischia di determinare un irreversibile scollamento del rapporto tra Istituzioni, classe politica e gente comune, la quale vive, innegabilmente, una difficile quotidianeità in tempi di crisi. Il Molise non fa eccezione rispetto al quadro generale, anzi vive una situazione di maggiore fibrillazione, essendo l’unica Regione del Paese che si appresta, di qui a pochi mesi, ad affrontare due delicati appuntamenti elettorali. I segnali prodromici di instabilita’ del quadro politico sono ben evidenti, sia all’interno delle coalizioni, che all’interno degli stessi partiti.

Ma il quadro complessivo si carica di maggiori tensioni a causa della delicata situazione socio economica e della ormai improrogabile necessità di mettere mano con interventi, tanto coraggiosi quanto dolorosi, in settori delicati quali la sanità, l’organizzazione della P.A., i trasporti pubblici, il sistema degli aiuti alle famiglie. La rigidità mostrata dal Governo nazionale sulla manovra correttiva finanziaria è il sintomo evidente che è cambiato radicalmente anche il rapporto interistituzionale e che la “ragion di Stato” impone ormai alle classi dirigenti periferiche percorsi obbligati, riducendo i margini di discrezionalità e di spesa.

Se questo è il quadro complessivo non possiamo non prendere atto che è definitivamente superata la “prima Repubblica” ( posto che la seconda non è mai nata!); che l’epoca del potere clientelare, della libera gestione della spesa in funzione autoconservativa è ormai tramontata e che un nuovo modello di gestione politica, che guardi all’efficienza, alla qualita’ ed al risparmio, dovra’ sostituirsi a quello precedente. Ma ci vorrà tanto coraggio, umilta’, autocritica, capacita’ di programmazione, voglia di ascoltare e solo successivamente di decidere, di scommettere sulla modernizzazione del sistema, di cambiare radicalmente una classe dirigente costruita a tavolino secondo le necessita’ ( elettorali) del momento, non sempre all’altezza del suo compito.

Eppure c’è tanta professionalità, capacità, cultura, disponibilità di donne e di uomini che questo sistema ha invece espulso, marginalizzato o comunque mai aggregato a quel circuito virtuale che avrebbe potuto far decollare il Molise anzichè consegnarlo alla storia come la cenerentola di un Paese che sembra avere finalmente agganciato l’Europa. Nulla in Politica è irreversibile. Tutto può e deve essere corretto, senza necessità di fuggire dalle responsabilita’ che il momento ci chiede, “consegnando le deleghe al Governo” come è stato strumentalmente minacciato.

Anche la nostra Regione si trova ad un “tornante della storia” e non vedo altra soluzione che quella di chiudere nel più breve tempo possibile la stagione degli sprechi. Individuare la nuova classe dirigente potenzialmente capace di raccogliere un consenso vero, partecipato e condiviso dagli elettori. Offrirla al Molise ed ai Molisani affinchè questi possano preventivamente conoscere soggetti ,metodi e programmi. Anticipare il voto regionale, se possibile al prossimo autunno, a dimostrazione che un nuovo ciclo deve aprirsi per questa terra per agganciarla ad un futuro da disegnare insieme. I leader sono tali se hanno coraggio, determinazione e tanta umiltà. L’alternativa sarebbe quella di avvitarsi e restare stritolati da un sistema che si è alimentato irresponsabilmente per troppi anni, ma che sembra essere stato definitivamente sepolto dall’incontro Stato – Regioni di ieri.

(Avv.Oreste Campopiano)
Segr.reg. N.PSI – PDL Molise