depuratoreportoTERMOLI – Parte dal social la richiesta per controllare la qualità della balneazione del nostro mare a seguito delle vicende che continuano ad interessare il depuratore di Termoli. Nicolino De Michele, consigliere di minoranza al comune di Termoli, ha lanciato un post, nel pomeriggio di ieri,  sul suo profilo personale: “Oggi abbiamo proceduto all’apertura della Poste Pay… Tutti i cittadini potranno versare volontariamente qualsiasi somma. Il laboratorio analisi si trova in Abruzzo e per ogni campionamento eseguito percepirà € 50 più iva. Allo stato le analisi saranno rivolte per la ricerca di batteri fecali e simili.

In pochissimi giorni procederemo al primo campionamento, tutto dipenderà dalle somme raccolte che naturalmente saranno ampiamente documentate e pubblicizzate. 
La carta per ovvie ragioni può essere intestata o ad C.F. o ad una partita Iva e per ragioni legate alla velocità di esecuzione e d’uso è a nome di chi scrive. 
Riferimenti per chi versa da qualsiasi rivendita tabacchi o centri autorizzati ricariche poste pay.

E la risposta dal social non si fa attendere e solo  dopo qualche ora anche Giuseppe Listorto, amministratore di un gruppo popolare su Facebook, risponde all’appello pubblicando il seguente post: AFDM PAGA 10 CAMPIONAMENTI DEL NOSTRO MARE. Noi la ricordiamo l’epatite da ragazzi. E abbiamo visto l’impetigine sulla pelle dei nostri bambini. Il mare doveva essere la ciliegina su una torta bellissima e buonissima. La vostra inettitudine lo ha reso l’ultimo dei nostri rifugi. È l’unico posto che a Termoli ci regala ancora qualcosa di bello, di profondo, di libero. Ancora una volta, state attentando alla nostra voglia di vivere a Termoli. Ma non ci avrete. Saremo noi a riprenderci quello che ci appartiene. Per adesso analizziamo l’acqua e poi vedremo se perdio non saliremo in tremila sul comune. Nel frattempo devolviamo 500 € a noi stessi. Alla nostra salute. Al nostro mare. Partecipate se volete. Anche un euro. Un tuffo li vale tutti.”