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Punto di ritrovo e partenza è stato il Centro di Educazione Ambientale, messo a disposizione dagli operatori del progetto Life Maestrale, dove si è provveduto a fornire istruzioni sulla raccolta oltre che presentare la manifestazione ed effettuare l’inquadramento naturalistico del sito.
Come ogni anno plastica e polistirolo dominano la scena e la fanno da padrona nel censimento dei rifiuti raccolti. Quasi cento i sacconi riempiti, per circa una tonnellata di rifiuti prelevati dalla spiaggia e dalle dune e per i quali non è stato sufficiente un intero rimorchio e la benna del trattore messo a disposizione dal Vivaio Forestale locale.
Migliaia di bottiglie di acqua e bibite, flaconi, taniche, dispenser, accendini, lattine, ogni sorta di oggetto “usa e getta”, boe, resti oramai irriconoscibili di sdraio, lettini ed ombrelloni, buste e teli di plastica difficilmente recuperabili perché rese friabili dal tempo e dalle intemperie; sulla spiaggia invernale, tra il materiale che il mare ci restituisce, c’è davvero di tutto.
Nascosto tra le dune, inoltre, anche un’ alcova naturale di rami e tronchi, probabilmente utilizzata per incontri al riparo da occhi indiscreti, trasformato nel tempo in una vera e propria discarica a cielo aperto e che, nonostante il robusto intervento dei volontari, necessita ancora di una bonifica radicale da parte dell’amministrazione.
Ma quello che continua a sorprendere, è l’impressionante presenza di materiale di scarto del commercio ittico: cassette di polistirolo, comunemente utilizzate per il trasporto e la vendita del pesce, e migliaia e migliaia di “reste”, le micidiali reti di plastica utilizzate per l’allevamento delle cozze, chiaramente gettate a mare senza alcuno scrupolo dopo l’uso, dagli operatori del settore.
Non sono evidentemente serviti gli appelli e le numerose denunce fatte negli anni scorsi da Fare Verde e da Ambiente Basso Molise, per segnalare il fenomeno alle autorità preposte affinché si adottassero maggiori controlli finalizzati all’individuazione dei responsabili.
La sconcertante presenza dei rifiuti, plastica e polistirolo in particolare, non può passare inosservata o sottovalutata: il delicato equilibrio dell’ecosistema marino e dunale risente facilmente di tale invadente presenza capace di compromettere i naturali habitat per molte specie floristiche e faunistiche, sia terrestri che marine, peraltro già duramente minacciate dagli effetti delle intense attività di ricerca ed estrazione petrolifera a mare.
I rifiuti non nascono per caso ma sono il prodotto delle nostre azioni quotidiane: Fare Verde, a seguito di queste manifestazioni, invita i cittadini a riflettere su un rapporto più sostenibile con l’ambiente attraverso l’adozione di stili di vita meno spreconi e consumistici. Agli amministratori ed ai governanti invece, l’invito ad adottare ogni utile provvedimento finalizzato alla riduzione a monte della produzione dei rifiuti ed all’incremento di ogni forma di riutilizzo, recupero e riciclaggio.
Fare Verde Campobasso
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