Sempre più adesioni alla lettera di appello a Giorgio Napolitano di alcuni attivisti politici molisani iscritti ad gruppo su facebook.
Non rassegnati ai risultati scaturiti dopo l’ultima kermesse elettorale per il rinnovo della Presidenza e il consiglio regionale del Molise, ma soprattutto delusi dal ricontrollo dei verbali che tra l’altro ha accorciato il gap tra i pretendenti alla Presidenza di poco più 1000 preferenze, ricorrono ad un appello telematico indirizzato ai vertici politici dello stato.
Nelle ultime ore molti attivisti del gruppo, ispirati da un post di Luca Palombo (ndr, un iscritto al gruppo), stanno inviando delle mail sul sito del Quirinale indirizzate all’attenzione del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano con il seguente contenuto:
“Caro Presidente, pur nella consapevolezza delle contingenti problematiche alla Sua attenzione, ben più importanti e gravi, mi permetto sommessamente di segnalare l’enorme gravità della situazione post elezione della mia piccola regione: MOLISE. Dopo 17 gg (e non si sa ancora per quanto) non è possibile conoscere i risultati ufficiali e la proclamazione degli eletti, con i due tribunali prov. che stanno applicando criteri diversi nei controlli. E’ forse necessario un intervento dall’alto per sapere chi ha vinto veramente le elezioni. Durante le campagne elettorali siamo stati più volte richiamati al diritto/dovere di andare a votare, con appelli alla democrazia, ai doveri istituzionali. Elevatissima è stata l’astensione in questa tornata ma il voto di chi ha esercitato il diritto/dovere viene bistrattato e sembra nei fatti che le istituzioni non siano presenti ed all’altezza. 198.000 schede (un condominio di Roma) si possono addirittura “rispogliare” con una giornata se si vuole, invece solo per controllare dei verbali e delle tabelle di scrutinio (solo a Campobasso) ci mettiamo 20 gg e oltre. NON E’ FISIOLOGICO! Non so cosa Lei possa o voglia fare (anche nella Sua veste di Presidente del CSM), comunque confido nelle Sua conclamata saggezza. Chiedo scusa per il disturbo”.