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TERMOLI – Nel Palazzo di Città è andato scena, dalle ore 19 alle 20 del 28 giugno 2023, il consiglio comunale monotematico richiesto da Termoli Bene Comune-Rete della Sinistra e dal Movimento 5 Stelle, per impegnare il Sindaco a chiarire la posizione dell’amministrazione sul progetto di eolico offshore depositato più di sei mesi fa presso la Capitaneria di Porto, per il quale sta partendo la procedura della Conferenza di Servizi.

Come era prevedibile, si è svolto in aula il solito teatrino che questa maggioranza riserva a tutte le iniziative di un certo rilievo della minoranza: irrisione, accuse di ignoranza e impreparazione, arroganza costante, definizioni offensive persino del testo dell’ordine del giorno (a detta del Sindaco senza senso),e l’immancabile accusa di dire no a prescindere.

Ora, per chiunque abbia una certa capacità di “comprensione del testo” (come viene definita questa competenza che solitamente si raggiunge al termine della scuola dell’obbligo), appare chiaro che l’ordine del giorno aveva l’unico scopo di dare mandato al sindaco di esporre in termini inequivoci la posizione sua e dell’amministrazione, favorevole o no, su un progetto che è stato per mesi a disposizione di chiunque volesse farsi un’opinione, approfondirlo, chiedere spiegazioni a esperti, senza però che l’amministrazione ritenesse di doverne parlare.

In questi mesi i consiglieri promotori del consiglio monotematico hanno approfondito i documenti, partecipato a incontri pubblici organizzati da varie associazioni, messo in evidenza i punti poco chiari o potenzialmente dannosi, depositato osservazioni. Eppure alla maggioranza il tempo non è bastato, se ieri ha ribadito la propria non conoscenza dell’argomento e rimarcato la presunta imperscrutabilità  dei documenti per giustificare la volontà di non esprimere una posizione. La maggioranza consiliare non ha saputo contestare le argomentazioni dell’opposizione, rifugiandosi dietro la comoda accusa apodittica “dite no a prescindere”Arrivando a dire che possiamo stare tranquilli, ci penseranno i ministeri competenti: il che equivale ad una esplicita rinuncia al proprio ruolo (e responsabilità) di decisori.

Solito copione, appunto. Così come suonano ormai stantie le solite tirate sugli ambientalisti che dicono no a prescindere, che parlano senza capire, che ostacolano lo sviluppo, che si oppongono perfino alle rinnovabili, che osano chiedere cautela di fronte ad una società proponente di cui non si capisce la capacità operativa e la consistenza finanziaria (parliamo di un progetto da 5,5 miliardi!).

E così – tra un’offesa e una presa in giro, tra incredibili affermazioni sulla bontà dei parchi eolici flottanti,  che salverebbero le distese marine di posidonia, e perfino dichiarazione di dubbi sull’esistenza dell’emergenza climatica, senza contare i fieri endorsement per il nucleare – l’ordine del giorno è stato, come da copione, bocciato.

Niente di nuovo, ovviamente; ma gli sconfitti veri, come al solito, sono i cittadini di Termoli, ai quali il Consiglio ha negato una presa di posizione pubblica che era dovuta. A Vasto e ad Ortona, dove sono previsti altri insediamenti a mare rispettivamente di torri eoliche  e di pannelli fotovoltaici, i sindaci non si sono limitati a dichiarare la propria posizione, ma hanno anche depositato osservazioni (Ortona).

Al di là del tema trattato, che non è questa l’occasione per discutere, ci chiediamo con grande sconforto come mai a Termoli non sia possibile per la minoranza ottenere quel rispetto istituzionale che dovrebbe essere la norma; quella correttezza di rapporti che non ribalta certo gli equilibri (la maggioranza ha i numeri e decide), ma garantisce toni misurati, evita le aggressioni verbali e il disprezzo, spiega e motiva, ha la maturità di assumersi la responsabilità di respingere in aula con il voto le mozioni senza ricorrere ai mezzucci di rimandarle in discussione nelle commissioni …

Si può dire no con urbanità e pacatezza; si può anche decidere che impegnarsi a spiegare ai termolesi cosa si pensa di fare  del loro territorio (terrestre e marino) non è una deminutio del proprio ruolo, anche se a chiederlo è la minoranza. Anzi, sarebbe un dovere di ogni amministrazione; magari anche chiamando i cittadini agli stati generali per consultarli.

Dopo aver studiato, certo.

Prendiamo atto del voto di ieri; ci scrolliamo di dosso i panni dell’ignoranza e dell’incapacità che ad ogni consiglio ci vengono buttati addosso. E continuiamo, come abbiamo fatto in questi quattro anni, a lavorare per informare e coinvolgere; e per fermare questo progetto insensato, al tempo stesso inconsistente e spropositato.

Questo, non tutte le rinnovabili, perché noi, all’emergenza climatica ed alla difesa dell’ambiente, ci crediamo. Noi, insieme a qualche altro miliardo di persone e a qualche migliaio di scienziati di tutti i maggiori centri di ricerca ambientale del mondo.

I Consiglieri Comunali di Termoli Bene Comune-Rete della Sinistra
e del Movimento 5 Stelle

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