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La Regione Molise, se ha a cuore la salvaguardia di questa realtà produttiva – la più importante del territorio, che, con i suoi 3000 dipendenti, senza considerare l’indotto, rappresenta un presidio insostituibile per il mantenimento dei livelli occupazionali – dovrebbe porsi come interlocutore nei confronti dell’azienda Fiat (tanto più dopo la sua fuoriuscita da Confindustria), aprendo un tavolo di confronto per trovare una via d’uscita dalle sabbie mobili in cui lo stabilimento molisano sembra essere ormai precipitato.
Dobbiamo ricordare inoltre che lo stabilimento termolese è stato il precursore del sistema di flessibilità voluto dalla Fiat, accettando i nuovi orari già nel 1995. La popolazione molisana non si è mai tirata indietro davanti ai sacrifici richiesti dall’azienda, e ha accettato, nel corso degli anni, compromessi penalizzanti dal punto di vista sociale pur di mantenere l’occupazione nel territorio. Per questo motivo, lo stabilimento di Termoli ha rappresentato per oltre trent’anni il fiore all’occhiello della produzione Fiat, adeguandosi, con spirito di abnegazione e sacrificio, alle esigenze dell’azienda. Non si può quindi accettare che per colpa di qualche isolato e miope dirigente, le famiglie che per tanti anni hanno sostenuto la produttività, portando ricchezza all’azienda e al territorio molisano, debbano ora pagare conseguenze fortemente penalizzanti.
È necessario attivare un percorso condiviso tra azienda, sindacati, istituzioni, che rilanci la realtà produttiva termolese con l’inserimento di prodotti innovativi in grado di garantire la stabilità del lavoro e gli attuali livelli occupazionali. Come istituzioni, sollecitiamo quindi questo incontro al fine di risolvere la drammatica situazione dell’impianto molisano e di salvaguardare migliaia di posti di lavoro, ammesso che l’attuale maggioranza abbia la forza e la volontà di farlo.
Grande l’ammirazione verso le persone che quotidianamente continuano a svolgere il loro lavoro in silenzio, rispettando le regole e i tempi imposti dall’ azienda Powertrain, pur di portare a casa lo stipendio e mettendo a disposizione le loro personali risorse, mai tirandosi indietro. E’ una realtà che la Fiat non può più ignorare.
Filippo Monaco
Gruppo Consiliare SEL
Gruppo Consiliare SEL